Il Tirreno

Versilia

Mafia in porto, la politica reagisce: «Si faccia chiarezza»

di Donatella Francesconi
Mafia in porto, la politica reagisce: «Si faccia chiarezza»

Dal Pd a Forza Italia è la richiesta di fare luce sull’accaduto L’11 febbraio iniziativa sulla legalità dei Cinque stelle

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VIAREGGIO. Chiarezza è la parole chiave degli interventi che seguono la notizia - pubblicata dal “Tirreno” - del diniego dell’Autorità portuale regionale alla richiesta di concessione demaniale marittima da parte della “Mgl Yachting Srl” colpita da interdittiva antimafia emessa dalla Prefettura di Lucca. La società, già titolare di una concessione, operante in porto a vario titolo, chiedeva la concessione - richiesta licenziata positivamente dal Comitato portuale del 12 ottobre 2015 - per costruire un cantiere navale. Dopo le inchieste dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca che per primi hanno puntato i riflettori sulla società, il caso della concessione era stato sollevato da un’interrogazione parlamentare del Movimento Cinque stelle, primo firmatario il senatore Mario Giarrusso.

«Il nostro percorso di allerta legalità - annuncia Enrico Cantone, attuale capogruppo del Movimento in consiglio regionale toscano - avrà proprio a Viareggio un momento di confronto pubblico. L'11 febbraio riuniremo tutti i gruppi Cinque stelle toscani per una giornata formativa, con l'obiettivo di accrescere la nostra già nota capacità di individuare il malaffare e contrastarlo nei modi che la democrazia ci consente: dagli atti istituzionali alle denunce dirette alla magistratura». Cantone ed il collega Gabriele Bianchi ricordano: «Lo stop alla concessione è un risultato minimo, cui abbiamo contribuito con la nostra azione in consiglio regionale, sinergica a quella di Giarrusso in Senato. Un primo passo di un percorso più lungo che deve eradicare la presenza mafiosa in Toscana nelle sue molteplici forme: incluso il rapporto tra pubblica amministrazione e aziende in odor di mafia. In tal senso auspichiamo presto chiarimenti sui rapporti tra Mgl ed una società partecipata del Comune di Viareggio», scrivono Cantone e Bianchi.

Il riferimento è a quanto compare nelle carte dei carabinieri del Nucleo investigativo di Lucca, visure camerali (attuali) alla mano, nell’inchiesta che ha visto lo stop dopo il no del Gip Silvia Mugnaini ad intercettazioni e perquisizioni: tra le quote del cantiere "Arpeca" vi è un 7,88% della Mgl Yachting Srl. E di Arpeca è socio anche Paolo Del Pistoia al 10,28%, le cui aziende - oggi in mano al figlio Mario - sono a loro volta socie del Comune in Mover e Sea Risorse, società della sosta e dei rifiuti.

Sulla vicenda interviene anche il segretario del Partito democratico versiliese, Giuseppe Dati: «Arrivano altre inquietanti notizie sul fronte della legalità a Viareggio. Del resto, ci sono già stati episodi eclatanti che hanno riguardato le vicende portuali, di cui si è occupata attivamente (anche con arresti, intendo dire) la Magistratura». Viareggio - continua Dati - «appare alla criminalità organizzata un terreno di conquista, un terreno che, nonostante la crisi, può rendere grandi profitti e nel quale ci si può facilmente infiltrare a causa del venir meno della coesione sociale e del conseguente controllo che una collettività coesa esercita quasi automaticamente su sé stessa. Perché io sono convinto che la criminalità organizzata deve essere perseguita da forze dell'ordine e Magistratura, ma il suo attecchire e il suo crescere possono essere prevenuti soltanto da una società sana economicamente, evoluta culturalmente, coesa socialmente. Vedo davanti a noi un percorso fatto di tre capitoli. Il primo, è il sostegno a chi combatte la criminalità; il secondo è ricordarsi di far prevalere la legalità sempre, quotidianamente, nelle piccole cose come nelle grandi, nelle procedure amministrative come nella gestione delle aziende; terzo, va ricostruito a Viareggio uno spirito di comunità, indebolito da questi anni di crisi economica, confusione politica, turbolenze istituzionali».

Chiede la convocazione immediata della commissione attività produttive del consiglio comunale il capogruppo del Movimento cittadini, Massimiliano Baldini: «La vicenda Mgl, colpita da interdittiva antimafia della Prefettura e di conseguenza oggetto di diniego al rilascio della concessione nella Darsena viareggina, come decretato dall'Autorità Portuale, è un fatto gravissimo sul quale è necessario far luce anche in riferimento agli atteggiamenti assunti dalle Istituzioni pubbliche competenti. Il procedimento amministrativo è stato avviato il 12 ottobre 2015 e solamente a seguito dell'interrogazione parlamentare di una forza politica di opposizione (alla quale non può non essere riconosciuto il merito) si è giunti - con atto del 25 gennaio 2017, cioè quasi un anno e mezzo dopo - a tale pesantissima conclusione. Chi è chiamato alla verifica di tali pratiche, chi ha le responsabilità politiche della guida degli organi competenti, non si era accorto di niente? Ci sono delle motivazioni plausibili oppure quanto è accaduto può ripetersi alla faccia del rispetto e della certezza della legalità? I cittadini hanno diritto di sapere come si è svolta la vicenda anche dal punto di vista dell'opera svolta dagli organi amministrativi che hanno gestito le carte».

Inoltre, aggiunge Baldini, «la discussione non potrà che svolgersi anche a Firenze oltre che in Parlamento ed in Commissione antimafia, perché la Regione deve giustificare per quali motivi nessuno si è accorto di quella pratica e chiarire se vi siano responsabilità dirette e/o indirette. Sul rispetto della legalità abbiamo sempre puntato la nostra massima attenzione e quanto sta accadendo non può che confermarne l'importanza e la necessità».

Il coordinatore comunale di Forza Italia e consigliere comunale, Alessandro Santini, si rivolge direttamente al sindaco Giorgio Del Ghingaro: «Questa volta, non puoi tacere. Questa volta devi parlare alla tua città, devi dare un segnale di sicurezza. L'interdittiva antimafia che ha bloccato la concessione alla Mgl non è una chiacchiera da bar ma la dimostrazione tremendamente concreta - semmai ce ne fosse stato bisogno - che qui non siamo in Paradiso, che anche qui la legalità è sotto attacco, sotto gli occhi di tutti. Nel Comitato portuale che aveva dato il via alla pratica di concessione, a ottobre 2015, sedeva anche il Comune di Viareggio con un rappresentante dell'attuale Giunta. Sindaco, spiegaci cosa è successo ma soprattutto rassicuraci che l'amministrazione alzerà il livello di attenzione al massimo, sul porto ma non solo, e che farà di tutto per proteggere i cittadini onesti e perbene».

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