Gioco
Commercio: c’è chi resiste alla crisi
Il titolare della pescheria Mareblu: «Noi, costretti a vivere giorno per giorno»
SERAVEZZA. «È dal ’94 che lavoro con la mia pescheria a Querceta, e posso testimoniare che il decentramento dei servizi come l’Asl, la Croce Bianca, le scuole elementari, e la chiusura del supermercato in via Don Minzoni, hanno dato il colpo di grazia al tessuto commerciale di queste centro». Anche Angelo Domenicali, tutti i giorni, si fa in quattro per tirare avanti la sua Pescheria Mareblu, che si trova in via Don Minzoni dagli anni 90. È forse una delle più longeve ed è a conduzione esclusivamente familiare: «Ci lavoriamo io e mia moglie - racconta Angelo - e non possiamo permetterci di assumere. Siamo fortunati, perché abbiamo sempre un canone di affitto vecchio, mentre oggi per 50 metri quadrati in alcuni locali chiedono cifre spropositate».
La crisi commerciale che sta vivendo Querceta è stata raccontata da Il Tirreno nei giorni scorsi che ha anche fatto il resoconto dei tanti fondi sfitti (25 in totale) che ci sono nel centro storico: sono il dato tangibile della situazione di difficoltà che sta passando il capoluogo della piana seravezzina.
Ma la cosa più desolante è che i tempi in cui anche a Querceta si faceva la stagione estiva, e d’inverno il lavoro non mancava, sono molto lontani.
«È almeno sei anni che Querceta versa in questa condizione - prosegue Angelo - talvolta qualcuno apre e poi chiude dopo poco, ma si va avanti giorno per giorno, cercando di arrangiarsi facendosi anche 10 ore di lavoro».
Perché negli anni ’90 decise di investire qui? «Perché fino al 2000 a Querceta c’era un bel giro di gente. La pescheria è stata aperta nel ’90 da mio cognato, poi io ho smesso di fare i cuoco e nel ’94 l’ho rilevata, e nel 2004 abbiamo eseguito dei lavori di rinnovamento del locale».
Insomma, le aspettative erano altre. Poi è arrivato l’euro e la crisi economica, e i primi supermercati, spiega Angelo Domenicali, e si sono registrate le prime chiusure.
«Adesso la difficoltà è riuscire a passare l’inverno - conclude e adduce un'altra causa alla sofferenza del commercio - oltre al decentramento di molti servizi, mancano sia nel centro che nella periferia alberghi, pensioni o B&b».
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