Cari versiliesi, non fate figuracce quando affittate
Tedeschi in arrivo, dobbiamo prepararci. Ecco gli errori da evitare con gli stranieri
VIAREGGIO. I tedeschi, arrivano i tedeschi. No, non è un grido d’angoscia all’invasore in tempo di guerra, che qui purtroppo s’è sentito anche troppo nel passato, ma il ritornello che si ode sempre più spesso dalle nostre parti, riferito alla pacifica (e redditizia) invasione dei turisti provenienti dalla Repubblica di Frau Merkel.
Con la parola “tedeschi” che fa parare davanti agli occhi di tanti versiliesi la visione di fasci di banconote come a Paperon de’ Paperoni all’idea di altre palate di dollari nel suo deposito. I tedeschi - ma vanno bene anche se sono svizzeri, austriaci olandesi o norvegesi - sono il biglietto della lotteria di chi in Versilia dispone di uno spazio da affittare per la bella stagione. Più abbordabili dei russi, che se non hai una villa superblindata a Forte con almeno cinque vasche Jacuzzi e una piscina hollywoodiana non ti prendono neppure in considerazione, i tedeschi sono la preda da sogno nel mirino di chi vuole incassare senza troppo penare. Quello di chi ha un mazzo di chiavi da consegnare e pensa che lo scambio sia finito lì, a su favore si intende.
Ma le cose non vanno esattamente così, date retta a chi in Germania ci vive buona parte dell’anno e conosce bene la mentalità e le abitudini tedesche. E che conosce anche tanta offerta di locazioni turistiche sul territorio versiliese, per averle vissute in prima persona o attraverso le esperienze di amici e conoscenti che hanno scelto questa zona per le loro vacanze. Volete “affittare ai tedeschi”? Se non volete ritrovarvi poi in situazioni sgradevoli, e se ambite a poter ampliare il vostro “business” attraverso un favorevole passaparola tra i vostri inquilini (e non finire in quella solida rete di commenti da incubo che i germanici adorano lasciare in rete), date un’occhiata a questo speciale decalogo pensato per voi.
AMBIENTI. I tedeschi che si mettono in viaggio per una vacanza in Italia lasciano case moderne, confortevoli, calde e molto ben attrezzate. Se devono trovarsi a passare l’adorata “urlaub” in una situazione con pareti con evidenti tracce di umidità, pavimenti sconnessi, maniglie delle porte che restano in mano, luci che illuminano quanto i fuochi fatui al camposanto, la segheria di marmi accanto che lavora anche di notte, e arredi che risalgono agli anni Sessanta quando la nonna mise su casa, possono tirare fuori tutta la voglia di litigare che alberga sempre nell’animo teutonico. E, per favore, ricordatevi che “rustico toscano” non è sinonimo di sciatto e raffazzonato.
PARCHEGGI. Mettete i vostri ospiti/inquilini in condizione di poter lasciare in maniera sicura i mastodontici mezzi con cui caleranno dal Nord. Sin dai primi accordi dite loro se ci sono difficoltà, se dovranno fare centinaia di metri in salita con bagagli, borse frigo, e bambini addormentati in spalla, se rischiano di ritrovarsi assaliti in assordante vernacolo dai vicini di casa che pretendono di parcheggiare il proprio veicolo dove lo parcheggiano tutto l’anno. Ricordatevi che un giro di chiave sulla carrozzeria di un luccicante Suv può rovinare la vacanza anche del più mite turista germanico.
BAGNI. Il bagno è stato rimodernato l’ultima volta quando la tivù trasmetteva ancora Canzonissima? Mi duole dirvi che si vede, e che dei tedeschi potrebbero per non apprezzare il look vintage di sanitari ingialliti, rubinetti che perdono,plafoniere che non illuminano un bel niente e tende da doccia ammuffite. Se poi il fatto che qualcuno apra i rubinetti in uno dei bagni preclude agli altri di poter terminare la doccia in un altro bagno, è meglio farlo sapere in anticipo: ritrovarsi insaponati e senz’acqua è un’esperienza che non piace a nessuno, qualunque sia il passaporto.
ACQUA. L’immobile che affittate è in una delle zone versiliesi toccata dal problema dell’acqua marrone che spesso sgorga dalle tubature? Avvisate all’arrivo i vostri ospiti tedeschi, perché non si trovino a pensare di essere finiti in un Paese del terzo mondo quando al mattino vorrebbero lavarsi i denti. Qualche bottiglia di acqua minerale offerta all’uopo è un gesto furbo e gentile.
BIANCHERIA. Certo, in estate possono fare a meno dei piumoni con cui dormono tutto l’anno (ma nei mesi invernali no) e abituarsi all’uso dei lenzuoli vigente dalle nostre parti. Ma anche i tedeschi più casual arricceranno il naso a completi in cui le federe non hanno nulla a che fare con i lenzuoli, il tutto servito come se non avesse mai visto un ferro da stiro. In Germania, sappiatelo, la biancheria da casa extralarge viene portata in lavanderie dotate di grossi mangani per essere stirata in maniera impeccabile. Idem vale per gli asciugamani che, preferibilmente senza buchi come una fetta di groviera, devono asciugare con amore e non scorticare l’epidermide come una fresa.
CUCINA. Ok, vengono per riposarsi, andare al mare, fare del turismo tra le bellezze mozzafiato della regione. Ma devono pur mangiare, i tedeschi. E, dato che hanno una certa tendenza al braccino corto in fatto a spese extra, vogliono poter cucinare in casa.
Allora servono pentole che tu stesso useresti per cucinare (il fondo antiaderente grattugiato che si stacca è riconosciuto come possibile cancerogeno anche fuori dalla Versilia), coperchi che combaciano, taglieri e cucchiai di legno che non siano un allevamento di batteri. La pasta è ben nota anche ad Amburgo o a Monaco di Baviera, fate in modo che i vostri ospiti possano avere pentole della giusta dimensione per cuocerla. Neppure il migliore degli ingegneri della Bmw riuscirebbe a infilare degli spaghetti nel pentolino del latte.
TAVOLA. La tovaglia di plastica della nonna non potrà mai evocare nei vostri ospiti i ricordi che evoca in voi, purtroppo. Neppure nel più romantico dei tedeschi. Meglio sostituirla con delle tovagliette in perfetto stato. Le forchette che si piegano quando infilzano le lasagne vanno evitate, così come i coltelli che non possono essere accostati al verbo tagliare. Non dimenticate che l’industria della posateria in Germania ha conosciuto splendori analoghi a quelli dell’industria automobilistica.
BICCHIERI. I trofei della vostra personale collezione derivata dal consumo forsennato di Nutella è meglio se ve li godete voi. Un bel servizio completo, e in ottime condizioni , con tanto di bicchieri per la degustazione deL vino, è quello che ogni tedesco si aspetta.
CAFFÈ. I tedeschi adorano il caffè. Quindi offrite loro macchine moka dal manico non carbonizzato o macchine per il caffè filtro dotate dei filtri a misura, che ognuna ha i propri, sappiatelo. Buona l’idea delle tazzine da espresso, ma se in casa possono essere accomodati solo sei ospiti, è inutile sciorinare il sevizio da 18 che avete ereditato, quello in cui della decorazione è rimasta solo un’antica traccia. Piuttosto, meglio 6 bei tazzoni da caffelatte. I tedeschi adorano il latte makkiato, che nella tazzina mignon proprio non ci entra.
VINO. Più che encomiabile l’idea della bottiglia di vino in regalo come segno di benvenuto ai vostri ospiti. Ma non pensate che serva a distrarli dalle magagne che si troveranno ad affrontare a breve . E poi, per cortesia, optate del buon vino toscano. Anche il più sprovveduto dei tedeschi sa che il Primitivo di Manduria che gli state offendo è stato scelto al discount perché costava poco più di un caffè al bar.
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