Italia
Truffa ad una anziana: portati via soldi e preziosi
La telefonata a casa avvisava dell’arresto della figlia se la donna non avesse dato ad un incaricato il denaro necessario a risolvere la questione
VIAREGGIO. La telefonata del falso avvocato, il racconto concitato di un incidente accaduto e di una figlia, ora all’ospedale ma che da lì a poco rischia l’arresto se la madre non dà ad un collaboratore di chi è al telefono - in arrivo di lì a poco - una cifra importante. Sono più o meno le 10,30 del mattino quando un’anziana - residente al Campo d’Aviazione - riceve la comunicazione. Sa che la figlia è in viaggio e chi le parla al telefono fa all’anziana i nomi di figlia e genero. Tutto verosimile, insomma. Se non per il fatto che nessuno può richiedere somme di denaro per evitare un arresto, quale che sia il fatto relativo. Ma la signora, 90 anni - che già un paio di mesi fa non aveva aperto la porta a quelli che s erano apparsi come truffatori - questa volta si è spaventata davvero.
«Mi hanno intrappolato in una maniera...», racconta al “Tirreno”, con la voce molto provata dall’accaduto. Le hanno messo fretta, continua la testimonianza dei fatti, «insistendo che da lì a poco gli uffici avrebbero chiuso e mia figlia sarebbe stata arrestata». Per un mero tamponamento.
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Il falso avvocato tiene la vittima al telefono, occupandolo, in modo che la donna non riacquisti lucidità e tenti di mettersi in contatto con figlia e genero, oppure altri familiari. Passano pochi minuti e suonano alla porta. Un uomo si presenta come incaricato del sedicente avvocato. Quando l’anziana apre, il giovane ribadisce la richiesta di denaro. In casa ci sono 250 euro: messi in una busta finiscono nelle mani del truffatore. Il quale ripropone un copione che la polizia descriverà poi come collaudato ai familiari delle donna che si presentano per la denuncia: serve di più, per evitare il carcere alla figlia della vittima. Così l’anziana consegna anche i gioielli, mentre l’uomo si fa sempre più insistente con domande ulteriori sulla presenza o meno di una cassaforte in casa, e sulla disponibilità di un conto corrente. In alcuni casi analoghi, infatti, ci sono anziani che si sono ritrovati in auto con i malviventi, trasportati di peso al bancomat per il prelievo.
Una volta fatta man bassa, l’uomo si è allontanato dicendo che si sarebbe fatto vivo quanto prima per dare alla donna buone notizie. Cosa che non è avvenuta.
Inevitabile la verifica del numero di cellulare lasciato dal falso avvocato: prefisso inesistente e numero, dunque, falso.
«Non è solo il furto», commenta il figlio della signora. «È l’angoscia, l’amarezza, la fragilità che eventi come questo lasciano addosso alle persone anziane». Che fino ad un attimo prima difendevano la propria autonomia con orgoglio, ed un attimo dopo si ritrovano «Intrappolati», e termine migliore l’anziana dell’ex Campo d’Aviazione non poteva utilizzare per descrive cosa si prova dopo essere incappati in questo genere di malviventi. Che si abbiano novant’anni o che ne abbiano molti meno.
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