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Stazzema rischia un buco di 142mila euro
STAZZEMA. Massarosa dovrà fare a meno di 300mila euro di entrate all’anno, Stazzema di circa 142mila, che già aveva messo a bilancio. È la conseguenza della sentenza del Tribunale amministrativo di...
STAZZEMA. Massarosa dovrà fare a meno di 300mila euro di entrate all’anno, Stazzema di circa 142mila, che già aveva messo a bilancio. È la conseguenza della sentenza del Tribunale amministrativo di Firenze - che per adesso si è espresso solo sul comune di Massarosa - contro i cosiddetti “canoni non ricognitori”. È una tassa che gli enti chiedono per un particolare uso del suolo pubblico. In questo caso i due comuni, nel luglio 2015, con delibera avevano imposto questa tassa per l’uso del sottosuolo delle strade comunali a Gaia, Enel, Telecom, Toscana Energia e Kerocosmo. Oltre che a tre attività commerciali di Stazzema: il Bed & Breakfast Casa Giorgini, l’Agriturismo Agrifoglio di Pomezzana e il Bar Trattoria Da Franca a Farnocchia (per loro 76 euro l’anno).
«La stessa sorte, senza ombra di dubbio, toccherà anche a Stazzema - è intervenuto Gian Piero Lorenzoni, della minoranza di Luce a Stazzema - si tratta della stessa delibera di Massarosa, la 33 del 2015, contro la quale hanno fatto ricorso sia Enel che Gaia, per chiedere al Tar l’annullamento». Ma quello che preoccupa l’ex sindaco è il bilancio stazzemese. «Accadrà che l’amministrazione dovrà togliere queste somme non incassate – spiega Lorenzoni – Si tratta di 61mila euro messi a residuo nel bilancio del 2015 e 81 mila euro scritti nei capitoli del bilancio 2016. Già nel 2015 c’erano due sentenze del Consiglio di Stato che andavano nella stessa direzione, non si può costruire le entrate su una finanza creativa ma su cose concrete, perché poi a soffrirne sono i servizi che il Comune deve mettere in azione, come scuola e strade, e quindi i cittadini».
Su questo atto, secondo Lorenzoni, c’è stata la mano dell’ex segretario comunale Luca Canessa, che all’epoca svolgeva la sua funzione in convenzione con Massarosa. «Se fosse stata una cosa legittima - conclude Lorenzoni – anche altri comuni d’Italia avrebbero messo in atto un canone del genere. Vorrei sapere perché si chiedeva di pagare anche a tre attività economiche di Stazzema? Essendo Stazzema già una realtà economica abbastanza fragile, si dovrebbe al contrario cercare di agevolare certe attività o perlomeno non andare a inventarsi l’inventabile». (t.b.g.)
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