Gioco
La villa di Turandot per ora resta chiusa
Servono milioni di euro per ristrutturare l’ultima dimora del Maestro Puccini. La Fondazione di Lucca a caccia di finanziatori
VIAREGGIO. Resta chiusa nonostante i buoni propositi della proprietà, la Fondazione Puccini di Lucca, la villa di Turandot. L’ultima dimora di Giacomo Puccini la cui proprietà, dopo una lunghissima battaglia giudiziaria, è finalmente stata definita. Con un primo, parziale ma importante, risultato: la pulizia e il decoro della villa per anni in totale stato di abbandono. Le note di Turandot, però, dalle finestre della prestigiosa abitazione non si sentono ancora risuonare. Concerti, eventi, visite guidate restano sogni nel cassetto. Colpa di condizioni strutturali dell’edificio che richiederanno importanti investimenti.
In proposito la Fondazione Puccini di Lucca, di cui è presidente il sindaco Alessandro Tambellini (ne fanno parte, oltre al Comune, la Camera di Commercio, la Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca, la Fondazione Banca del Monte di Lucca, l’associazione Lucchesi nel Mondo, l’Arcidiocesi e la Provincia), è già al lavoro su una prima ipotesi di intervento intanto per quantificare il costo del restauro che è nell’ordine di alcuni milioni di euro. Ipotesi elaborata sulla base della predisposizione di una tesi di laurea in ingegneria civile che la Fondazione ha seguito passo passo alla quale si affianca una prima valutazione da parte di uno studio di architettura. L’importo dei lavori, insomma, sarà ingente e i soldi per ora non ci sono. Nè è ipotizzabile che arrivino da qualche finanziatore pubblico: quella intitolata a Puccini è una Fondazione di diritto privato che potrà usufruire di donazioni, sponsorizzazioni e finanziamenti solo da altri privati.
Insomma il percorso, cominciato ormai anni fa, di restituzione alla collettività della villa di Turandot è tutto in salita anche se non fermo. L’obiettivo della Fondazione era e resta quello di “mettere a frutto” un patrimonio della collettività che all’ente lucchese costa - tra manutenzioni del giardino, sorveglianza, tasse - diverse decine di migliaia di euro. Peraltro in questa logica di restituzione del bene a cittadini e visitatori sono allo studio alcune aperture straordinarie in primavere e ancora di più nel periodo estivo almeno durante i fine settimana.
Valentina Landucci
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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