Italia
Gli ambientalisti dicono no sia a Davini che a Putamorsi
Tollini (Legambiente): «Privilegiano le cave». Mariotti (Cai): «Alla guida del Parco serve discontinuità» Gli imprenditori del Cosmave invece non si sbilanciano: «Ci vuole un presidente di grande equilibrio»
SERAVEZZA. La partita politica sul prossimo presidente del Parco delle Alpi Apuane è tutt’altro che decisa. Due tra le principali associazioni ambientaliste, Cai e Legambiente, bocciano totalmente i candidati favoriti usciti dalla Comunità di Parco (formata dai sindaci e dai presidenti delle Province di Lucca e Massa Carrrara): Domenico Davini, ex sindaco di Minucciano, che ha ottenuto la maggioranza relativa delle quote, e il presidente uscente Alberto Putamorsi.
Questo mentre il Consorzio dello sviluppo dell’attività marmifera della Versilia Cosmave non si sbilancia sui nomi ma auspica un mandato amministrativo del Parco di “grande equilibrio”
In questi mesi saranno molte le pressioni che arriveranno al governatore Enrico Rossi, al quale spetta l’ultima parola sulla nomina. Intanto gli ambientalisti sono pronti a dare battaglia. «Riteniamo che la rosa di nomi espressi dalla Comunità non rappresentino una discontinuità, in particolare quello di Davini e Putamorsi – ha dichiarato il presidente del Cai regionale Gaudenzio Mariotti - ma c’è una novità positiva: la candidatura di Riccarda Bezzi».
Più forti le parole espresse da Matteo Tollini, responsabile regionale dei parchi per Legambiente: «Sul profilo di Davini – dice – non ci sono piaciute le sue dichiarazioni rilasciate alla stampa. Inoltre, da sindaco di Minucciano ha creato un ecomostro di proprietà del Comune per produrre polvere di marmo dalle cave di Orto di Donna di proprietà di Minucciano; perciò è inappropriato quanto Putamorsi. Ma non perché non sia simpatico: pensiamo che siano due persone molto spostate sul privilegiare l’escavazione del marmo, sempre e comunque».
Intanto domani ci sarà un incontro fra l’organizzazione regionale di Legambiente e quella nazionale. Ne uscirà un documento articolato che l’associazione ambientale presenterà a Enrico Rossi. «Sosterremo profili di professionisti del settore ambientare – prosegue Tollini – come Riccarda Bezzi che è una persona preparata, dirigente del Cai, e da tempo nell’amministrazione provinciale».
Altro nome quotato dalla comunità di Parco è stato quello di Fabrizio Molignoni (ex presidente del Cai), da molti ritenuto una persona valida, preparata ed equilibrata, che tuttavia - al momento - è fuori dai giochi essendo arrivato terzo tra i candidati di sesso maschile.
Pacati anche i toni di Cosmave, il consorzio con sede a Pietrasanta che riunisce cinquantaquattro aziende del settore, tra cui Henraux, Savema, Campolonghi, Barsimarmi e Landi Group.
Per il presidente Agostino Pocai c’è «la necessità di una figura a capo del Parco delle Alpi che abbia una profonda conoscenza dell’ambiente, dei rapporti fra amministrazione, imprese, comunità, e di tutte le altre problematiche che riguardano la filiera locale del settore lapideo. Si ritiene fondamentale un prossimo mandato – prosegue la dichiarazione di Pocai - caratterizzato da un grande equilibrio e dalla capacità di operare una sintesi costruttiva nelle relazioni di tutti i soggetti coinvolti. Una linea di condotta, questa, tanto più auspicabile in riferimento a un quadro congiunturale che ha presentato situazioni di grande incertezza sui mercati interno e internazionali nel corso dell’anno appena concluso e con un 2017 ancora tutto da decifrare nella sua evoluzione».
Tiziano Baldi Galleni
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