Quei sogni di marmo del Buonarroti
Costantino Paolicchi, nostro storico collaboratore che ha firmato il lungo articolo dedicato ai cinquecento anni del primo viaggio di Michelangelo Buonarroti nelle cave dell’Altissimo, è anche...
Costantino Paolicchi, nostro storico collaboratore che ha firmato il lungo articolo dedicato ai cinquecento anni del primo viaggio di Michelangelo Buonarroti nelle cave dell’Altissimo, è anche autore di un interessante volume pubblicato due anni fa da Bandecchi & Vivaldi dal titolo «Michelangelo - Sogni di marmo» (nella foto la copertina) in cui si ripercorrono le vicende versiliesi di uno dei più grandi geni della storia dell’arte mondiale.
Nel volume è proposto all'interno di un percorso narrativo che segue in senso cronologico lo svolgersi dell'esperienza dello scultore impegnato nella realizzazione della tomba di Giulio II e - da un certo momento in poi - anche della facciata di San Lorenzo, passi scelti delle lettere e dei ricordi le cui profonde suggestioni, la cui vibrante umanità ci aiutano a meglio comprendere la fatica e il tormento del grande artista di Caprese. Sono stati indagati vari aspetti legati, nel periodo preso in esame, alle tecnologie impiegate nelle cave per l'estrazione e la movimentazione dei blocchi, al caricamento e al trasporto dei marmi via mare e via fiume e dedicare particolare attenzione alle macchine utilizzate dallo stesso Michelangelo e dai suoi collaboratori, alle imbarcazioni marittime e fluviali, alle strutture portuali, alle principali vie commerciali.
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