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Versilia

Fotografi a processo: non violarono la caserma

Fotografi a processo: non violarono la caserma

Alla sbarra due studenti viareggini. Ma non c’erano garitte, sorveglianza armata e l’accesso era libero

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VIAREGGIO. Stanno affrontando un processo per ingresso clandestino in luogo o edificio tutelati dal segreto militare di Stato, ma le accuse a loro carico sembrano essersi sbriciolate dopo la prima udienza. La storia è quella di Tommaso Fontana e Leonardo Bertuccelli, 24 e 25 anni, studenti viareggini residenti a Firenze. I due, l’11 giugno del 2014, sono entrati in una caserma di Firenze convinti - sulla base delle indicazioni raccolte su un sito Internet specializzato nella descrizione di luoghi abbandonati della Toscana - che si trattasse di un sito dismesso. Di sera, passando da un pertugio, sono entrati nella caserma e hanno iniziato a fare fotografie: almeno 120 scatti, puntati su attrezzature varie, un magazzino, vani dell’immobile.

Immediato l’allarme, che ha coinvolto anche una vicina caserma dei carabinieri ed un gran dispiegamento di forze intervenuto sul posto, come ricorda l’avvocato difensore, Aldo Lasagna.

«Le macchine fotografiche - riferisce il legale, raccontando quanto emerso dalle testimonianze in aula - furono scambiate, in un primo momento, addirittura per ordigni. Mentre erano solo macchine fotografiche molto ben attrezzate».

In un primo momento i due ragazzi hanno rischiato addirittura l’accusa di spionaggio. Poi, però, in Tribunale sono arrivati solo con quella che oggi li vede imputati.

Nel corso del dibattimento, continua Lasagna, «è emerso dalle testimonianza che il luogo nel quale i ragazzi sono entrati non aveva garitte sorvegliate da militari, vi si entrava liberamente attraverso un varco accessibile a tutti, e non era neppure una caserma vera e propria, ma una sorte di dependance della caserma vera e propria. Insomma, non vi è stato alcun posto di guardia violato, anche perché il luogo era incustodito. Così come è stato detto chiaramente in aula da chi ha testimoniato».

Inoltre, le foto scattate ed esaminate, alla fine non sarebbero state considerate compromettenti per la sicurezza e non avrebbero svelato nessuno obiettivo segreto.

Il processo è stato aggiornato a marzo. (d.f.)

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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