Toscana
Mallegni: chi vuole compri il mio albergo
PIETRASANTA. «Oltre al parcheggio dello stabilimento balneare di famiglia è in vendita anche il bagno stesso, il mio albergo e l’albergo di mio fratello: chi è interessato...». Parole del sindaco...
PIETRASANTA. «Oltre al parcheggio dello stabilimento balneare di famiglia è in vendita anche il bagno stesso, il mio albergo e l’albergo di mio fratello: chi è interessato...». Parole del sindaco Massimo Mallegni in replica alla sottoscrizione popolare lanciata due giorni fa su facebook e finalizzata all’acquisto del parcheggio del bagno della famiglia Mallegni: a promuoverla e a sostenerla un gruppo di persone che contestano la decisione della giunta di mettere in vendita proprio i parcheggi dei bagni. «Questa azione è la conferma che a Pietrasanta prevale, in talune persone, l'odio nei miei confronti - aggiunge Mallegni - e comunque, come ho detto, facciano pure, ci sono anche altri beni sul mercato. In realtà mi preoccupo per quello che sto leggendo in questi giorni proprio sui social: e altro non aggiungo sull'argomento».
Mallegni replica anche al capogruppo del Pd Rossano Forassiepi: «Non ho partecipato alla discussione e alla votazione in sede istituzionale sul tema dei parcheggi dei bagni solo per senso di responsabilità: all'atto pratico, infatti, non c’è alcun conflitto di interesse per il sottoscritto e gli altri. Ciò non toglie che, come amministratore, ho il dovere di confrontarmi e parlare con tutte le categorie, balneari inclusi. Ribadisco che trovo fuori mercato la stima di vendita relativa ai parcheggi di 290 euro a mq stabilita dall'Agenzia delle Entrate che niente ha a che vedere con quello che dobbiamo o vogliamo incassare dall’alienazione. E per questo ci sarà un confronto fra i tecnici».
Ma sulla vendita aleggia, o rischia di aleggiare, l'ipotesi della turbativa d’asta: da un lato i legali di palazzo starebbero infatti valutando se nella sottoscrizione promossa su Fb e finalizzata all’acquisto del parcheggio dello stabilimento dei Mallegni sia ravvisabile un “condizionamento” della procedura, dall'altro è la segreteria del Pd ad accusare gli amministratori. «È evidente, come ammesso pubblicamente dallo stesso sindaco, che la vendita ha sì lo scopo (discutibile in ogni caso) di fare incassare denaro al Comune, ma di farlo rendendo più facile l’accesso alla gara ad una categoria, in pieno disprezzo dell’obiettività e imparzialità delle procedure ad evidenza pubblica. Una turbativa d’asta ab origine. Resta, nel frattempo, il problema del doppio ruolo di sindaco e vicesindaco, al contempo amministratori e parte in causa». (l.b.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google