La protesta
L’Osl batte cassa alla Mover
La società della sosta deve al Comune quasi due milioni e mezzo
VIAREGGIO. Oltre seicentomila euro (602.274, 41 €) è la cifra che la società Mover (pubblico-privata, soci il Comune e l’Impresa Del Pistoia) ha richiesto all’Organismo straordinario di liquidazione che “governa” il dissesto. Si tratta di «crediti maturati per il servizio di accertamento sanzionatorio per 2012 e 2013. Ma con delibera numero 2 del 5 gennaio l’Osl ha stabilito che la società del presidente Eugenio Vassalle ha diritto solo a 208.342 euro, ovvero il 50% del credito riconoscibile, pari a 416.690 euro.
Una decisione alla quale l’Osl arriva precisando che «il Comune risulta avere un credito nei confronti della società Mover, quantificato - alla data del primo dicembre 2016 - in 2.430.306 euro». Quindi, «in esito alla proposta transattiva avanzata in questa sede -scrive l’Organismo di liquidazione - potrà solamente essere precisato il debito riconosciuto dal Comune, ma non si darà luogo a pagamenti da parte di questo Osl».
La vicenda del debito arriva da lontano. E ad avere la cifra dovuta, tutta insieme, ci aveva provato il commissario prefettizio Valerio Massimo Romeo. Si tratta dei tre milioni di aggio straordinario che Mover, azienda dei parcheggi pubblico-privata, deve al Comune dal 2011. Tre milioni che lo stesso Ente ha impropriamente già speso - come ricorda la Corte dei Conti nella deliberazione del 21 maggio 2013 - «per il finanziamento di spese correnti qualificate come contributi alle Fondazioni Carnevale e Pucciniano per manifestazioni turistico-culturali ed agevolazioni ed esenzioni tributarie per le fasce deboli della popolazione».
Il 6 maggio 2013, nel corso di un’assemblea Mover, l’allora sub commissario Marco Brusco (commissario era Domenico Mannino) fece mettere nero su bianco che «per quanto riguarda l'aggio straordinario di tre milioni da versare all'Ente, lo stesso è stato momentaneamente ammortizzato in 35 annualità, periodo pari alla durata della società.
A tal proposito si rileva che tale periodo di ammortamento non è stato determinato in alcun atto amministrativo». Insomma, Mover se l’è “suonata e cantata”, proponendo le rate senza che il Comune abbia mai accettato con un atto amministrativo. Ed oggi l’Osl batte cassa.
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