Il Tirreno

Versilia

Emergenza casa a livelli di guardia

di Donatella Francesconi
Emergenza casa a livelli di guardia

Le abitazioni popolari cosiddette di risulta non vengono riassegnate perché nessuno fa i lavori

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VIAREGGIO. Ha trovato posto all'ostello di pronta emergenza del Cantiere sociale la famiglia con due bambini piccolissimi sgomberata mercoledì da una casa popolare di quella di risulta, ovvero da recuperare, che era stata posta sotto sequestro dalla Autorità giudiziaria. «Ma siamo a tappo», raccontano i giovani del Cantiere sociale, l'esperienza più viva in città sul fronte dell'emergenza povertà e su quello dell'aggregazione sociale: «Ed abbiamo bisogno di coperte e pannolini», perché la famiglia sgomberata è indigente».

Soluzione più che temporanea per questo nucleo, così come altrettanto provvisoria è la soluzione individuata nella trattativa tra Comune ed Unione inquilini per la famiglia straniera, con due figli piccolini, che era stata collocata sul retro della circoscrizione di Torre del Lago dopo che la loro abitazione alla Vetraia era andata a fuoco nell'estate scorsa.

«Sarebbe giusto censire gli immobili pubblici dismessi e renderli disponibili come alloggi popolari, e se non vi sono risorse concederli con bandi di autorecupero come in altre realtà. Invece si fa procedere allo sgombero senza aver fatto niente di tutto questo, lasciando famiglie con minori senza un tetto», è la voce di Simone Traina, tra i più giovani esponenti della sinistra viareggina.

Intanto, l'emergenza casa a Viareggio non si placa ed è visibile anche ad occhio nudo nell'immagine delle tante persone che vivono per la strada, o nelle roulotte collocate dove capita e anche quelle soggette a continue ordinanze di sgombero/rimozione. La politica dell'acquisto di abitazioni per l'emergenza abitativa si è rivelata un fallimento: le case della Patrimonio sono in parte vuote, ma troppo piccole per ospitare famiglie. E, comunque, dopo il fallimento della società pubblica costituiscono patrimonio da vendere. E sono a rischio sfratto anche quelli che vi abitano. Inoltre, di nuovi regolamenti per fare fronte alle situazioni più drammatiche non ne sono stati messi a punto, nonostante che nel marzo scorso fosse stata portata in commissione sociale la proposta di modifica del regolamento vigente.

Intanto, sul quadro complessivo, bisogna fare i conti - ormai da anni - con i provvedimenti della Procura di Lucca che ha messo le mani nel caos delle abitazioni popolari occupate, in alcuni casi anche da vent'anni, sotto gli occhi di tutte le amministrazioni che si sono susseguite. Case che dovrebbero essere assegnate agli aventi diritto e che, invece, nella maggior parte dei casi rimangono murate fino alla prossima occupazione perché Erp non interviene con i lavori necessari e nessuno, da Viareggio, "stimola" l'Ente lucchese. Così che la guerra tra poveri è assicurata, mentre sullo fondo rimane un tentativo di ripristinare la legalità che - come spesso accade a Viareggio - resta lettera morta.

«Di fronte ad una situazione grave come quella della casa», interviene Repubblica Viareggina, «un sindaco non può pensare di trasformare un problema sociale in un problema di ordine pubblico, delegando alle forze dell'ordine e alla magistratura. Le politiche sociali sono ben altra cosa».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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