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Versilia

Ex sindaco di Livorno in pole per la guida della sanità versiliese

di Matteo Tuccini
Ex sindaco di Livorno in pole per la guida della sanità versiliese

Cosimi: «Si fa il mio nome? Decideranno l’Asl e i sindaci» Gestirebbe i fondi e il rapporto tra ospedale e distretti

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VIAREGGIO. Un ex sindaco alla guida della sanità versiliese. Sarebbe Alessandro Cosimi, medico oncologo e per dieci anni primo cittadino di Livorno, il candidato principale al ruolo di direttore della Zona distretto della Versilia. Un ruolo dal nome tecnico. Ma che tecnico non lo è affatto.

La riforma della Regione assegna al direttore della Zona distretto incarichi pesanti. Tra cui la gestione dei fondi - la vecchia e maledetta borsa dei soldi - e il rapporto tra ospedale e territorio. Cioè i distretti sanitari e i medici di famiglia. Questa direzione, insomma, rischia di essere quella che conta davvero sul territorio, subito dopo i vertici dell’Asl Nordovest: la direzione generale, quella sanitaria e quella amministrativa che sono la tolda di comando da Massa all’Elba.

Ecco perché la nomina sta causando ebollizione. A cui Cosimi risponde così: «Si fa il mio nome? Non ne so niente. L’unica cosa che so è che sono stato giudicato idoneo, e inserito nell’elenco regionale delle persone che possono rivestire quel ruolo». Nessuna candidatura diretta per la Versilia, anche perché - spiega Cosimi - «la nomina spetta alla direzione generale dell’Asl. Che di solito propone una rosa di nomi ai sindaci della zona». Nel caso in cui Cosimi sia un candidato valido secondo la direttrice generale Maria Teresa De Lauretis - anche lei livornese - saranno i primi cittadini versiliesi a dire sì o no. Ma c’è chi giura che proprio un sindaco dei nostri sia lo sponsor principale di questa candidatura. Peraltro di profilo alto: siamo di fronte a un ex sindaco di un capoluogo di provincia, che si è rimesso il camice dopo la fine del doppio mandato lasciando la città a Filippo Nogarin. Cosimi è un nome pesante e all’interno della stessa Asl gli è stato riconosciuto un ruolo di coordinatore dello screening tumorale. Un incarico di prestigio che però l’ex sindaco potrebbe voler lasciare per un ruolo altrettanto importante. Anche se in un territorio che, oggettivamente, conosce meno della sua Livorno.

Proprio il fatto che si parli di un direttore non versiliese sta creando qualche malumore. La sensazione è che molti ruoli importanti, nella creazione della nuova Asl, siano stati affidati all’esterno. Con l’eccezione di incarichi sanitari veri e propri - tra i quali Grazia Luchini come coordinatrice degli ospedali e Mario Manca a capo delle chirurgie - dove si chiede un approccio più medico e meno amministrativo.

«Mentre sta per andare in porto la legge di revisione delle Zone distretto della Toscana - afferma Daniele Soddu, esponente del sindacato autonomo Fsi - si rincorrono le voci di una direzione della Zona distretto affidata a dirigenti non espressione del territorio della Versilia. Siamo contenti, non possiamo negarlo che, a fronte di una battaglia iniziata in tempi non sospetti dal nostro sindacato, la Versilia abbia mantenuto la sua autonomia. Adesso non vorremmo che la gestione di tutto questo passasse attraverso una direzione espressione di altri territori della Toscana. La peculiarità del territorio versiliese necessità di una competenza sia in ambito appunto territoriale, che passa attraverso la conoscenza delle nostre zone, delle nostre esigenze di prevenzione e di tutela della salute. Il sindacato autonomo non accetterà passivamente queste scelte: ci muoveremo ancora una volta, sensibilizzeremo i cittadinii e gli utenti. Al momento - continua Soddu - abbiamo Case della Salute fantasma dove le insegne con il loro nome esistono, ma all’interno manca tutto il resto. Abbiamo assistito ad una fuga delle figure dirigenziali apicali e decisionali dalla Versilia: come ad esempio Risorse Umane a Lucca, Cup a Massa, Affari Generali a Massa, Direzione Infermieristica a Livorno, Terapisti Riabilitazione a Lucca e così via. Facciamo sì che anche la Zona distretto finisca in mani estranee al territorio versiliese, e la colonizzazione è compiuta».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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