Gioco
Autorità portuale, la Regione dice no
Farà ricorso alla corte costituzionale contro il blocco delle assunzioni
VIAREGGIO. La Regione farà ricorso alla Corte costituzionale contro la decisione del Governo di impugnare le disposizioni per il potenziamento dell’Autorità portuale regionale contenute nella legge regionale di pochi mesi fa. A deciderlo è stata la Giunta regionale, che ha approvato una delibera proposta dal presidente Enrico Rossi.
Il contenzioso riguarda esclusivamente questioni relative alla dotazione organica dell’Autorità portuale, infatti non vengono messe in discussione né le funzioni né le competenze dell’ente. Secondo il Governo, che ha impugnato la legge regionale nella parte in cui consente l’assunzione di nuovo personale, questa disposizione contrasta con il blocco delle assunzioni attualmente in vigore per le pubbliche amministrazioni. La Regione, invece, ritiene che il blocco non si applichi per l’assunzione di nuove figure necessarie per portare avanti le nuove funzioni attribuite all’Autorità portuale. Resta indiscusso il ruolo dell'Autorità portuale regionale, nata nel 2012 per provvedere alla pianificazione, alla gestione e alla manutenzione delle aree portuali oltre che al rilascio e alla gestione delle concessioni demaniali nei porti di Viareggio, Porto Santo Stefano, Giglio e Marina di Campo. Con la legge regionale 72/2016 all'Autorità portuale regionale sono state assegnate anche la gestione delle vie navigabili (Canale Burlamacca) e delle aree demaniali finalizzate a funzione turistico-ricreativa (approdi turistici) nelle aree di competenza.
Stefano Baccelli, consigliere regionale Pd, commenta così la presa di posizione: «Una decisione gusta che condivido in pieno - dice Baccelli - questo è un contenzioso che riguarda la dotazione organica dell'ente, non il suo ruolo o le sue competenze, ma che ne mette a rischio la possibilità di inserire le figure necessarie al potenziamento. Proprio il potenziamento delle competenze e delle funzioni dell'Autorità portuale è stato al centro di un atto legislativo di cui mi sono fatto promotore e che prevede la possibilità di assumere nuovo personale, appunto per poter svolgere queste funzioni. Non si tratta di un escamotage per ovviare ai vincoli sulle assunzioni previsti dalla legge dello Stato, come il ricorso del governo sembra suggerire, ma di una necessità vera per rendere efficace la riforma dell'Autorità portuale».
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