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Avvelenato dal gas nell'agriturismo: chiusa l’inchiesta

Avvelenato dal gas nell'agriturismo: chiusa l’inchiesta

Quattro gli indagati per la morte del versiliese Fabio Maccheroni durante una vacanza a Trapani

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QUERCETA. Sono concluse le indagini sulla morte di Fabio Maccheroni, morto a 43 anni l’estate scorsa all’interno di una camera del Bed & Breakfast “Orchidea”, nel centro storico di Trapani, avvelenato da una fuga di gas. Quattro gli indagati. In gravi condizioni era stato ricoverato il compagno di viaggio, Alessandro Menicucci, 36 anni, di Cascina, che è tornato a casa ma ancora non si è rimesso.

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Sotto accusa era finito il monossido di carbonio sprigionato dalla canna fumaria mal funzionante di un panificio al piano terra dello stabile. Già allora erano stati indagati come atto dovuto per omicidio colposo la titolare del b&b, i genitori della donna, proprietari dell'immobile che ospita la struttura ricettiva, e il gestore del panificio. I dettagli dell’attività investigativa, coordinata dal sostituto procuratore Rossana Penna sono stati illustrati ieri a Trapani.

I quattro indagati, oltre che di omicidio colposo, devono rispondere del reato di lesioni gravissime procurate a Menicucci.

Era stata la figlia dei proprietari del B&B nella tarda mattinata del 16 agosto a trovare Maccheroni privo di sensi e Menicucci in stato agonizzante. La donna, non avendo visto scendere dalla camera i due turisti, con cui aveva preso accordi per la colazione, aveva deciso di andare a controllare se fossero ancora in stanza, facendo così la terribile scoperta. La signora aveva immediatamente avvertito i soccorsi. Il personale del 118, giunto sul posto, aveva provveduto al trasporto in ospedale del Menicucci, trovato in gravissime condizioni, mentre per il suo amico non aveva potuto far altro che constatare il decesso.

Già l’autopsia, svolta nei giorni successivi, aveva consentito di accertare quale causa della morte l'elevata assunzione di monossido di carbonio. Le indagini, coordinate dal Pm Rossana Penna e svolte dai carabinieri di Trapani con l'ausilio dei consulenti tecnici dell'Università di Palermo, hanno permesso di confermare le cause della morte, facendo emergere le responsabilità, a vario titolo, a carico degli indagati, tutti a conoscenza - secondo gli inquirenti - dell’irregolarità della canna fumaria del forno e del suo anomalo funzionamento.

Fabio Maccheroni, di famiglia versiliese a tutto tondo - il padre è un notissimo notaio - aveva lavorato e vissuto tra Forte, Pietrasanta e Seravezza, e da un anno abitava a Querceta. Amava l’informatica, ne aveva fatto una professione con tanto di apertura di un’azienda tutta sua, la Innova, a Massa.

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