Italia
Sos sangue, la Versilia c’è
I cittadini si mobilitano per riportare subito le sale operatorie a pieno regime
VIAREGGIO. In tanti rispondono all’appello per la mancanza di sangue. Un problema che ha causato il rinvio di alcuni interventi chirurgici all’ospedale Versilia. Ma l’Sos emesso dal megafono delle associazioni di volontariato sembra aver mobilitato i donatori. Che stanno fornendo una risposta concreta, presentandosi in massa al centro trasfusionale dell’ospedale Versilia: si registra, infatti, il pieno di prenotazioni almeno fino alla fine della settimana.
Grazie a questo continuo afflusso di persone il pericolo di una paralisi, seppur temporanea, di alcune sale operatorie può definirsi scongiurato.
Al momento risultano rinviati solo alcuni interventi chirurgici già programmati, operazioni che abbiano bisogno di una scorta di due sacche di sangue come cautela in caso di bisogno.
Tutte le altre operazioni, a partire dall’urgenza - ad esempio le conseguenze grandi o piccole di un incidente - sono assolutamente garantite. E l’emergenza dovrebbe restare tale soltanto per pochi giorni.
La conferma arriva anche dai rappresentanti dei vari gruppi di volontariato che si sono attivati senza soluzione di continuità per convincere il maggior numero di iscritti ad effettuare la propria donazione.
«Per fortuna molti di loro hanno compreso la gravità della situazione e si sono recati al Centro trasfusionale - afferma Anselmo Vannoni, presidente dell’Avis di Stazzema e numero 2 del gruppo zonale Versilia - in questi anni non era mai capitato che si arrivasse al punto di dover rimandare alcuni interventi chirurgici per la carenza di sangue». Gennaio, si sa, è un mese critico per le donazioni. Anche di plasma. «Prima di tutto ringraziamo chi ha ascoltato e dato seguito all’appello - gli fa eco Marzio Francesconi, presidente dell’Avis di Viareggio e pure lui vicepresidente del gruppo zonale - adesso però è necessario non abbassare la guardia e dare continuità alle donazioni. Ricordiamoci che non bisogna rispondere “presente” soltanto quando si registrano situazioni di gravità come quella che stiamo fronteggiando adesso, bensì in tutti i periodi dell’anno». Il motivo dell’emergenza è legato soprattutto all’influenza, che ha costretto milioni di italiani a restare bloccati a letto. Ma le cause - secondo i referenti delle associazioni di volontariato - sono anche altre. «Molti hanno trascorso le vacanze di Natale all’estero - spiega Cesita Sani, segretaria del gruppo Fratres “Viareggio Nuova - 29 giugno” - e questo non permette loro di effettuare la trasfusione in questo periodo, dovranno attendere un po’». Massimo Villani, segretario dell'Avis di Pietrasanta, aggiunge che «alcune scorte di sangue non vengono utilizzate subito, ma messe a disposizione in caso di impellenti necessità, come ad esempio il terremoto».
Comunicazioni rassicuranti in questo senso arrivano anche dall’ospedale Versilia. Dove il Centro trasfusionale diretto dal dottor Euro Porta sta lavorando a pieno ritmo per riportare la situazione alla normalità. Il che significa mettere tutte le sale operatorie a pieno regime. «Nei giorni scorsi - spiega il dottor Mario Manca, primario di ortopedia e traumatologia - abbiamo dovuto rinviare otto interventi chirurgici solo nel nostro reparto. Si tratta di operazioni per mettere delle protesi, e quindi non siamo in presenza di urgenza. Che è sempre garantita. Così come sono garantiti tutti gli interventi che non hanno la necessità di avere due sacche di sangue di scorta in caso di bisogno». L’emergenza - tiene a precisare il dottor Manca - «ha riguardato non solo noi. Ma devo dire che l’appello lanciato dalle nostre associazioni e pubblicato dalla stampa ha avuto il merito sia di chiarire il motivo per cui alcuni interventi venivano rinviati, sia di richiamare all’attenzione i donatori di sangue per rimediare alla carenza». Una carenza che dovrebbe essere risolta grazie all’afflusso al Centro trasfusionale. «In effetti - conferma Manca - dalla prossima settimana dovremmo tornare alla normalità».
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