Gioco
Un bagno su 4 si rifà il look
Investimenti per decine di milioni di euro sulle spiagge Piscine, nuove cabine ma anche pannelli fotovoltaici
VIAREGGIO. Pioggia di milioni sulle spiagge della Versilia. Alla faccia della crisi e della direttiva Bolkestein, gli stabilimenti balneari sono tornati a investire in maniera copiosa: nascono così piscine, nuove cabine provviste di doccia, locali più belli e spaziosi per bar e ristoranti. Ma anche pannelli fotovoltaici per produrre energia e ridurre l’impatto sull’ambiente. Lo spirito, comunque, è sempre lo stesso: abbellire e migliorare i servizi offerti ai clienti.
Sembra di essere tornati ai tempi d’oro. Quelli in cui i cantieri fronte mare abbondavano. L’Unione Europea e le sue richieste erano lontane, il futuro appariva radioso e denso di promesse. Poi spazzate via dai timori delle aste - in realtà gare pubbliche - dei bagni, che hanno bloccato o quasi tutti i progetti e i lavori.
Ma oggi qualcosa è cambiato. E a colpire sono i numeri: un centinaio i bagni, tra cantieri già aperti o in via di apertura, che si stanno rifacendo il look. Con un giro d’affari che soltanto a Lido di Camaiore, spiega il presidente dell’associazione balneari Luca Petrucci, «è di decine di milioni di euro. Che consentirà un miglioramento qualitativo della stessa attività che investe e un beneficio per tutto il territorio».
A cosa è dovuta l’inversione di tendenza? Non c’è dubbio che un peso specifico importante lo rivesta il cosiddetto “atto formale”. Cioè la procedura con cui il titolare dello stabilimento balneare può chiedere il rinnovo della concessione da sei a vent’anni, a patto di realizzare investimenti di un certo tipo, da ammortizzare nel corso del tempo. Una possibilità che una legge recente della Regione - considerata una specie di provvedimento aggira-Bolkestein - ha reso ancora più concreta.
L’atto formale divide la categoria. C’è chi lo considera un ricatto, chi pensa che sia come mettersi in bocca al pescecane, accettando le temute “aste”: il rinnovo passa da una procedura di evidenza pubblica, anche se è difficile definirla una gara vera e propria. Altri non la vedono così. Hanno presentato piani e messo sul piatto centinaia di migliaia di euro. «Se ci pensiamo bene - dice Graziano Giannessi, titolare del Nettuno a Viareggio - questo può essere il momento giusto per realizzare interventi, anche non importanti, e ottenere una nuova concessione. Anche io ci ho riflettuto: ho in mente di realizzare un nuovo Nettuno».
C’è chi il cantiere lo ha già aperto. È il caso del bagno Costanza a Forte dei Marmi: uno stabilimento conosciutissimo, diventato set per l’ultimo capitolo vanziniano dedicato alla Versilia, il film “Sapore di te”. Un bagno che, negli anni, ha ospitato famiglie imprenditoriali del calibro dei Bonomelli e dei Ginori. E che ha deciso di investire 500.000 euro per realizzare una piscina. «Bisogna sempre adeguarsi - afferma lo storico proprietario del Costanza Augusto Cirri - oggi la clientela predilige la piscina, rispetto a un mare di cui si teme la scarsa pulizia o la pericolosità per i bambini. Devo dire che ho resistito finché ho potuto... Ma alla fine la richiesta non poteva essere sottovalutata. E così abbiamo dato il via al cantiere». Che sarà concluso entro Pasqua, in tempo per la stagione estiva 2017. Anche al Rosina di Marina di Pietrasanta si sta realizzando una piscina. «Era un nostro vecchio progetto - spiega Giovacchino Raffaelli - quando il Comune, recentemente, ha dato il suo ok, abbiamo valutato e deciso che ne valeva la pena. Può darsi che abbiamo rischiato, come in un terno al Lotto. Ma il rischio può starci». Il pessimismo, insomma, sembra aver levato le tende. Almeno per qualcuno.
«C’è sempre stata la voglia di investire - dice Pietro Guardi, presidente dei balneari di Viareggio - è chiaro che questa incertezza normativa, legata soprattutto alla vicenda della Bolkestein, faceva da freno». A Viareggio sono una ventina i bagni che, tra lavori già fatti o da fare, si sono mossi per chiedere il rinnovo della concessione. Tra questi il bagno Arizona in Darsena, che ha già ottenuto vent’anni di proroga. E, nel quadro di una serie di interventi, ha messo sul tetto delle cabine 40 metri quadrati di pannelli fotovoltaici per produrre energia con il sole. «Un nostro pallino - spiegano dall’Arizona - che rientra in una politica ambientale molto sentita qui in Darsena (l’Aretusa della famiglia Romani è stato tra i primi bagni a mettere i pannelli fotovoltaici, ndr)».
Ma è a Lido che si registra il più alto numero di stabilimenti che hanno promesso nero su bianco - con tanto di soldi freschi, mica discorsi - un prossimo restyling delle strutture turistiche. «In tutto sono una sessantina - afferma il presidente dei balneari Petrucci - i progetti riguardano cabine con doccia, nuovi locali per bar e ristoranti. E servizi come le piscine. Ovviamente rispettando i vincoli imposti dalla Regione, che nell’ultimo piano territoriale consente la costruzione degli impianti solo nella cosiddetta linea delle cabine». Per il via ai cantieri si attende solo le ultime carte: una decina i bagni che potrebbero iniziare i lavori a breve.
@matteotuccini
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