Gioco
Mallegni sotto attacco per l’addio di Anteprime
Il Pd: inaccettabile usare i commercianti come scudo per il proprio fallimento Anche tra gli esercenti ci si chiede chi abbia preferito il Festival della danza
PIETRASANTA. Cala il sipario su Anteprime Mondadori a Pietrasanta. E c’è chi, sui social, la mette sull’ironia. Postando un video - datato primavera 2016 - con il sindaco Massimo Mallegni che definiva la rassegna dedicata ai libri uno dei momenti fondanti del proprio programma. «Chi di video ferisce, di video perisce - suggerisce un cittadino - evidentemente Anteprime non è più fondante per Mallegni, ma le parole dette restano».
Un addio che innesca anche qualche mal di pancia fra diversi commercianti del centro città: «Ma chi sarebbero questi operatori economici favorevoli al Festival della danza in luogo di Anteprime?». E ancora la presa di posizione dei partiti di opposizione. «Quello che avevamo previsto con ampio anticipo già nel 2015, si è dunque verificato: Anteprime - recita una nota della segreteria del Pd - non si farà più. La fallimentare edizione del 2016 (“Non solo Anteprime”), che avevamo definito una “marchetta” da pagare al sindaco Mallegni da parte di Mondadori, dopo la promessa fatta da Silvio Berlusconi in campagna elettorale, è stata come da copione, e come era facile intuire, l’ultima della serie. Il sindaco si affanna a dare giustificazioni e tira in ballo i commercianti per coprirsi le spalle, ma la politica culturale di un Comune non è di loro competenza, tanto più non è un’esclusiva di una sola categoria. Mallegni promette poi in cambio un fantomatico “Festival della danza” verso il quale non siamo contrari a prescindere, ma le cui premesse lasciano molto a desiderare. Non è chiara neppure la necessità di scegliere tra Anteprime e la kermesse sulla danza, dato che in una seria programmazione culturale di richiamo, le due manifestazioni potevano coesistere in periodi dell’anno diversi: la realtà è che Mallegni vuole nascondere il fallimento della fine di Anteprime a Pietrasanta, snobbando i cittadini con ridicoli espedienti. Così, dopo la disastrosa stagione estiva de La Versiliana, con un incasso totale da fiera paesana di tre giorni, sulla quale tutto tace da parte di sindaco, giunta e Fondazione, l’amministrazione Mallegni fa scomparire dal panorama di Pietrasanta il principale evento culturale che l’aveva caratterizzata negli anni dal 2010 al 2015».
Parole dure anche da Maurizio Bacci, Pietrasanta Indipendente. «Questa volta l'amministrazione “del fare”, contro tutto e tutti, decide di abdicare a favore dei desideri dei commercianti del centro? Ma chi sono coloro i quali hanno consigliato questa scelta? Nomi e cognomi, ognuno si assuma la propria responsabilità, di fronte a una scelta che danneggia pesantemente il calendario culturale e tutto l’indotto della nostra città. Noi siamo propensi a credere che non ci siano i soldi per fare questo evento, anche perché ci vorrebbero 5 o 6 volte le cifre uscite sui giornali. Invitiamo i cittadini a fare un’analisi sui tagli ai servizi che questa amministrazione sta portando a termine, vedi la raccolta del verde, costo dei parcheggi estesi e aumentati. E prendiamo atto, che per promuovere, si fanno viaggi a spese dei cittadini».
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