La protesta
Confesercenti: rivedere i confini del Parco
Giampaoli: disponibili ad avviare un confronto su incongruenze e debolezze fin qui riscontrate
TORRE DEL LAGO. «Ridisegnare e riperimetrare le aree interessate, al fine di venire incontro ad una duplice necessità: tutelare le aree a forte interesse naturalistico e permettere alle zone interessate da attività turistiche e commerciali di poter svolgere il proprio lavoro, senza incorrere in limitazioni e proibizioni eccessive e particolarmente vincolanti, che non giovano né agli operatori, né all'intero territorio organizzato». È la posizione di Confesercenti Versilia, espressa dalla presidente Esmeralda Giampaoli, a proposito del dibattito che si è scatenato sulla richiesta fatta dal sindaco Giorgio Del Ghingaro al presidente dell’Ente Parco, Gianni Maffei Cardellini, per l’uscita del Comune di Viareggio dalla Comunità del Parco stesso. «Purtroppo non sempre si è assistito al giusto equilibrio tra le due componenti, con grave danno di chi in quelle zone da sempre esercita la propria attività», aggiunge Giampaoli.
Voce alla quale si unisce quella di Marco Sbrana, direttore di Confesercenti Toscana Nord: «Rimediare alle contraddizioni presenti sul territorio del Parco crediamo sia, a questo punto, una necessità impellente se consideriamo che le attività commerciali e turistiche presenti sul territorio sono nate e si sono sviluppate, assai prima che venisse istituito il Parco. E quindi hanno il diritto di poter continuare a svolgere il proprio lavoro pur nel rispetto reciproco che deve sempre esserci tra la direzione dell'Ente e le categorie economiche».
Il messaggio che Confesercenti manda a Comune ed Ente Parco è chiaro: «Come Confesercenti - dichiara Giampaoli- siamo disponibili ad avviare un tavolo di confronto intorno al quale siedano tutti i soggetti che oggi operano nel Parco ed avvii una seria discussione sulle incongruenze e le debolezze che negli anni hanno costituito un vincolo, ed un appesantimento, più che una opportunità».
Sottolineando, conclude Sbrana, che «se il Parco è usufruibile da tutti, anche attraverso i servizi che le categorie mettono a disposizione, allora il richiamo diventa maggiore. Diversamente, resta un luogo inaccessibile e di scarso interesse, come lo è stato per molti degli anni passati».
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