La protesta
Giannelli: formidabili i 50 anni di battaglie di Versilia Oggi
Il giornalista ripercorre la storia del periodico da lui fondato che festeggia mezzo secolo di vita con l’esposizione al Forte
FORTE DEI MARMI. Uno dei più longevi notiziari della Versilia festeggia i 50 anni con una mostra che prosegue fino al 29 gennaio a Villa Bertelli. Un traguardo che coincide con i 90 anni di Giorgio Giannelli, ideatore del foglio di informazione da lui diretto fino a dieci anni fa quando ha ceduto la testata a Jacopo Cannas oggi direttore e Sabrina Mattei curatrice della mostra. Un connubio quello tra Giannelli e la sua testata che è assoluto, perché Versilia Oggi trasudava della sua verve di indagatore delle vicende locali, ma non solo, di campagne divenute storiche come quella per la messa in sicurezza del fiume Versilia trent’anni prima dell’alluvione del 1996 o sull’erosione. Basti dire che uscì con il suo primo numero nel dicembre 1966, pochi giorni dopo la terrificante alluvione che sconvolse Firenze, denunciando che se la Versilia non fosse stata adeguatamente tutelata avrebbe potuto essere colpita da un simile evento. Ma soprattutto Versilia Oggi ha inventato scrittori che non lo erano, divenuti poi i maggiori storici del nostro territorio: Costantino Paolicchi, Alvaro Avenante, Paolo Capovani, Giulio Salvatori, Elisabetta Angelini, Alberto D'Alessandro, Lorenzo Marcuccetti, Alba Tiberto Beluffi, Roberto Ippolito con l'apporto di firme nazionali come Indro Montanelli e Pietro Ichino o Manlio Cancogni che condivise con Giannelli il sogno politico di una Unione Versiliese che portò ad ottenere qualche consigliere a Pietrasanta, Forte dei Marmi e Seravezza. Ultima scoperta in ordine di tempo Fabio Genovesi che sulle colonne del giornale pubblicava le sue storie fortemarmine confluite nel “Bricco dei vermi”, la sua prima opera. Giorgio Giannelli oggi riflette su quella storia.
A quale esigenze rispondeva allora Versilia Oggi?
«Erano i tempi della campagna che stavo sostenendo contro gli errori che la sanità stava compiendo sulla poliomielite che in Italia faceva cinquecento morti tra i bambini ogni anno per colpa di un vaccino che non andava, mentre in altri paesi come Usa, Urss e Cecoslovacchia era stata debellata. Iniziai la battaglia dalle colonne dell’Avanti, denunciando lo scandalo di magazzini pieni di vaccini inutili. Tre anni dopo si cambiò vaccino e la malattia fu eliminata. In quegli anni con la nascita del centrosinistra, il Psi aveva quasi tutti i sindaci della Versilia e si creò l’humus per la nascita di un giornale dove si potessero dibattere argomenti di carattere locale e nazionale lavorando con personaggi del livello del professor Orlandi di Pietrasanta o del prof. Gaetano Pasquinucci. Prima che uscisse il primo numero, i miei amici del Caffè Principe mi avevano finanziato le uscite di almeno un anno».
Quale sono state le battaglie di Versilia Oggi?
«Combattevamo contro lo sfruttamento dei cavatori, per la loro sicurezza: abbiamo ottenuto la strada per Sant’Anna di Stazzema e la medaglia d’oro, ma anche per la strada per Farnocchia e Pomezzana, e poi per una funivia turistica da Cardoso a Mosceta, per le cave del retrocorchia a Levigliani. Fummo decisivi con una specie di golpe per l’apertura dell’ospedale di Montepepe a Massa diretto dal professor Pasquinucci. Riuscimmo a raccogliere oltre ottomila firme contro la chiusura degli ospedali di Pietrasanta e Seravezza che erano due buone strutture. Allora era una battaglia giusta, non so se oggi la rifarei. Intanto difendiamo l’ospedale di Lido di Camaiore. E poi la battaglia per la difesa del nostro idioma versiliese e la definizione storica dei confini delle Versilia che oggi chiamano medicea. Prima non se ne parlava. Se Viareggio è in Versilia è un tema dibattuto dai tempi del fascismo che portò ad ampie contese tra i federali di Lucca e Massa».
Quale il maggior merito di Versilia Oggi?
«Aver fatto scrivere tanti che non avevano mai scritto, persone che poi hanno fatto la storia della nostra Versilia. Abbiamo pensato una Versilia che dal mare proseguiva sino alla montagna. Nelle sale della mostra c’è a disposizione anche tutta la raccolta in originale di Versilia Oggi rilegata in volumi».
Nel 2005 Giorgio Giannelli ha ceduto la testata a Jacopo Cannas e Sabrina Mattei, che ancora oggi la continuano a portare avanti mantenendo le tematiche per cui il giornale si è sempre battuto. Inoltre pur continuando ad avvalersi dei collaboratori storici, sono state aggiunte alla redazione altre nuove firme. Da una loro idea è nata la rubrica “Il Bricco dei vermi” - diventata poi un libro di successo - che ha portato il suo autore Fabio Genovesi ad entrare presto nella scuderia Mondadori. Il giornale esce con cadenza trimestrale e non più mensile e presto ci saranno novità sulla versione web.
Quali sono le battaglie di oggi?
«L’impostazione non è cambiata - rispondono Cannas e Mattei - cerchiamo di dare voci diverse da quelle che solitamente si leggono. È rimasta l’impostazione che guarda molto all’ambiente con una accezione più moderna, più Green si potrebbe dire, contro la cementificazione e per la salvaguardia culturale del territorio. Abbiamo ampliato il ventaglio dei collaboratori e dei contributi. La mostra è stata organizzata secondo le campagne che negli anni Versilia Oggi ha portato avanti, da cui viene fuori uno spaccato della società del nostro Paese».
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