Toscana
Strutture nel nulla alla periferia
Al Varignano e in via Comparini due delle incompiute che danno scandalo
VIAREGGIO. Era il 2008, alle porte c’erano le elezioni e l’allora assessore all’urbanistica Fabrizio Manfredi parlò di un vero e proprio parco urbano, in cui il teatrino da 100 posti a sedere avrebbe dovuto essere il centro ricreativo per rivitalizzare la popolata periferia della città. Gli scatti di ieri del fotografo del “Tirreno” raccontano come è andata a finire: erba alta, struttura in degrado, per un costo stimabile intorno al 500.000 euro (il sito del Comune ha cancellato il contenuto delle determine e delle delibere fino al 2010, per il momento). Duecentomila euro arrivavano dalla Regione: «Ci chiediamo - si leggeva in un’interrogazione datata 2015 del capogruppo di Fratelli d’Italia in Regione, Giovanni Donzelli - perché la Regione non abbia vigilato abbastanza sui fondi erogati, e se il governatore Enrico Rossi non intenda valutare azioni per determinare eventuali sottrazioni o distrazioni di denaro pubblico».
Già nel 2012 era il parroco del Varignano, don Marcello Brunini, a lanciare l’allarme dalle pagine del “Tirreno”: «Ci auguriamo che il progetto avviato con l’amministrazione del sindaco Luca Lunardini possa essere preso in considerazione, perché è una struttura che potrebbe essere utilizzata non solo dalla parrocchia, ma dall'intero quartiere».
Storia analoga quella del tetto sul nulla in via Comparini, là dove avrebbe dovuto nascere il nuovo mercato dei fiori al posto della vecchia struttura di via Aurelia, al marco Polo. Era il 2003, alla vigilia delle elezioni che avrebbero portato il sindaco Marco Marcuccidi nuovo in Municipio, vincitore per un secondo mandato. Cinquecentomila euro i fondi regionali per la copertura che venne collocata alla presenza del banda, per l’inaugurazione di un sogno - quello della floiricoltura viareggina e versiliese - che si è invece infranto per sempre. Per la costruzione del nuovo mercato venne istituita anche una nuova società partecipata, la Fiori Versilia Spa. Nonostante abbia avuto il suo bel progetto, regolare collaudo con inevitabile incarico esterno, il coordinatore della sicurezza dei lavori (incarico esterno), e pagamento ad un geometra per la «redazione del tipo mappale del costruendo nuovo mercato dei fiori» (era il 2007) del mercato dei fiori nuovo rimane, appunto, un tetto sul nulla. O meglio sul terreno che sarà destinato ufficialmente - come richiesto da Sea al Comune - ad accogliere i cassonetti rimossi dalle strade della città. Al posto di quella struttura futuristica per la quale si preventivava una spesa da 7,5 milioni di euro, «sostenuta interamente da Fiori Verrsilia Spa». Il primo lotto - si legge in un comunicato stampa degli anni d’oro - «è già stato realizzato, l’avvio dei lavori per il secondo è previsto per ottobre e a seguire arriverà il terzo. La struttura sarà interamente completata nella primavera 2008».
Nel 2007, invece, era scomparsa dal Piano operativo aziendale della Viareggio Patrimonio. Società che con il Comune aveva stipulato - alla nascita, nel 2006 - una convenzione per la progettazione delle opere pubbliche.
Convenzione che l’ispettore del Mef, Luciano Cimbolini, ha duramente contestato: «Risulta che il Comune, pur avendo accertato l'entrata connessa attività di progettazione nei confronti di Viareggio Patrimonio. frequentemente, a causa della situazione finanziaria oltremodo critica della società stessa. non è mai riuscito a riscuotere effettivamente gli importi accertati, pur avendo liquidato l'incentivo al personale interno che ha progettato in favore di Viareggio Patrimonio». (d.f.)
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