Toscana
Compie 20 anni la Variante 1997
È l’ultimo strumento di pianificazione comunale approvato a Viareggio
VIAREGGIO. 1997-2017, vent’anni di Variante strutturale, l’ultimo strumento urbanistico che il Comune di Viareggio si è dato, cui ha fatto seguito il Piano strutturale datato 2004 (amministrazione Marcucci). Riccardo Bertini, ingegnere, è stato il “padre” della Variante da assessore all’urbanistica della Giunta del sindaco Marco Costa. «Viareggio non aveva un Regolamento urbanistico - ricorda Bertini - ed in realtà vigeva una specie di tradizione orale nella commissione edilizia per la concessione delle licenze. Il nostro intento era quello di mettere un punto fermo, di chiudere un percorso».
Erano stati gli anni, quelli del dopoguerra che si erano prolungati fino agli anni Ottanta - in cui il buon andamento della stagione balenare si calcolava nel numero degli appartamenti che gestori degli stabilimenti e delle attività turistiche riuscivano a comprare. E l’andamento dell’economia cittadina si misurava in mattoni. «Basti pensare - continua l’ex assessore - che le mansarde all’epoca non facevano, come si dice, volume. Su fazzoletti di terra sono state costruite abitazioni tra tre piani. Torre del Lago è stata tutta costruita così».
Qui è necessario un passo indietro: «Il percorso che ha portato ad approvare nel 1997 la Variante strutturale - è la ricostruzione di Bertini - era iniziato in realtà nel 1985, quando fu incaricato un progettista che avrebbe dovuto lavorarvi come deciso dall’amministrazione di Angelo Bonuccelli e Antonio Cima.
Il lavoro fu avviato e proseguì negli anni, fino a quando - nel 1992 - «fu pubblicata tutta intera ma non fu adottata». Così che ciascun interessato «ebbe la possibilità di sapere quale erano le scelte per le aree di sua proprietà». Potendo così correre ai ripari.
Nel 1994 il provvedimento fu ripreso in mano dell’amministrazione del sindaco Costa e nel 1997 si arrivò all’entrata in vigore della Variante. La quale - è l’opinione di Bertini - «è stata poi gestita con una visione che definirei un po’ troppo ottimistica». Perché gli anni delle due amministrazioni Marcucci (assessore all’urbanistica era Fabrizio Manfredi) sono stati definiti quelli della “grandeur”, dove ogni sviluppo della città sembrava possibile.
Chi, poi, ha lavorato al Regolamento urbanistico che la città non ha (Marcucci lo ritirò perché la Giunta sarebbe caduta ad un anno e mezzo dalle elezioni e Lunardini lo adottò, ma poi fu costretto a ritirarlo, ultimo atto prima di lasciare il Municipio anticipatamente) ha criticato l’impianto della Variante strutturale del 1997. La quale - così si legge negli atti del Comune che si sono susseguiti negli ultimi anni a cura degli uffici comunali - «ci consegna un dimensionamento particolarmente consistente». Fuori dal linguaggio tecnico “dimensionamento” significa la definizione della quantità minima di aree (metri quadrati) e di volumi (metri cubi) necessari al corretto svolgimento delle principali attività urbane, Insomma, quanto di può costruire per ciascuna delle necessità che una comunità ha, a a partire dalle abitazioni. Sul cui fronte la Variante prevedeva un 53% di demolizioni e ricostruzioni.
Nel Regolamento urbanistico dell’amministrazione di Luca Lunardini, dal quale è ripartito il lavoro dell’amministrazione di Giorgio Del Ghingaro per stessa ammissione dell’ex assessore, Alessandro Pesci, il dimensionamento era stato così definito: oltre cinquecentomila metri quadrati di territorio (524.590), dei quali 44.246 da destinare a commerciale/terziario, 38.340 ad attività industriali. E sui quali costruire 367 alloggi privati, più 89 case popolari per un totale di 456 appartamenti. Oltre a 628 nuovi posti letto dei 1.100 previsti dal Piano strutturale in vigore. (d.f.)
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