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Caso Sea, Del Dotto: Camaiore si affiderà a Reti Ambiente

CAMAIORE. Camaiore non resterà in Sea «un minuto di più della scadenza del contratto di servizio, a fine febbraio». Parola del sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, il cui Comune è socio di...

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CAMAIORE. Camaiore non resterà in Sea «un minuto di più della scadenza del contratto di servizio, a fine febbraio». Parola del sindaco di Camaiore, Alessandro Del Dotto, il cui Comune è socio di maggioranza relativa nella società dei rifiuti che vede Publiambiente come socio privato. Il calendario corre ed il neo assessore all’ambiente del Comune di Viareggio, Federico Pierucci, dichiara: «È una questione sulla quale decideremo a breve».

Per quanto riguarda Camaiore, Del Dotto continua: «Per noi la strada è quella del conferimento del servizio a Reti Ambiente», ovvero la società pubblica destinata a diventare gestore unico per l’intera costa toscana, che è in cerca di “marito”, nel senso del socio privato. Anche se dell’ipotetica gara per arrivare a celebrare le nozze non se ne parla, per il momento, che con una previsione che porta dritti al mese di maggio. Con i tempi dovuti per l’intera procedura, dunque lunghissimi.

Anche Viareggio, in realtà, ha approvato - nell’ormai lontano dicembre 2015 - la delibera di indirizzo per l’adesione a Reti Ambiente. Ma di somme o cessioni di quote societarie per sostanziare e formalizzare l’ingresso del Comune del sindaco Giorgio Del Ghingaro non se n’è più parlato.

Il cerino in mano, insomma, dopo le dichiarazioni del sindaco di Camaiore - il quale ha già approvato il Piano finanziario 2017 della gestione rifiuti ed è dunque in grado di fornire a Reti Ambiente cifre ed indirizzi precisi - rimane al Comune di Viareggio, socio di maggioranza in Sea Ambiente, società con la quale ha un contratto siglato il 28 febbraio 2002, per durata di quindici anni. Contratto di servizio che decade e non può essere rinnovato. Così che - ma il presidente Fabrizio Miracolo dichiara che la società «è viva e vegeta» - Sea Ambiente il prossimo primo marzo non sarà che una scatola vuota. Impossibilitata ad agire ma dotata di 3.242.475 di euro alla voce “altre riserve”, cifra dalla quale potrebbe saltare fuori la liquidazione dovuta a Publiambiente. Liquidazione che è una degli scenari possibili. L’altro, invece, è la fusione con Sea Risorse (socio privato Gruppo Del Pistoia). Il passaggio è di competenza dei consigli comunali dei soci pubblici ed prevede un iter diverso dallo schioccar di dita.

Rimane anche da capire che ne sarà della gestione dell’impianto dei rifiuti di Pioppogatto, gestito dalla società “Versilia ambiente” (Vera) che vede insieme Sea Ambiente e Sea Risorse ed il cui amministratore delegato è Alberto Corsetti (in quota socio privato) che ricopre la stessa carica per Sea Risorse. Anche in questo caso si è a lungo ipotizzata la chiusura della società che ha recentemente annunciato di avere problemi nell’assicurare il lavoro ai dipendenti, dato che all’impianto vengono portati meno rifiuti dai comuni extra Versilia. Tesi, quella della chiusura di Vera, fortemente sostenuta dal sindaco di Pietrasanta, Massimo Mallegni, il quale prima di Natale aveva annunciato la presentazione di un esposto alla Procura della Repubblica ed oggi conferma: «L’esposto è quasi pronto».

Tuto ciò detto i cittadini si chiedono chi assicurerà il servizio rifiuti tra due mesi, considerata anche la precarietà dell’impianto di Pioppogatto. Una risposta - dalla politica che tratta la materia come un mistero per pochi eletti - è dovuta. Viste le cifre dei contratti di servizio milionari, il cui costo è interamente sostenuto dagli stessi cittadini.

Donatella Francesconi

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