Gioco
Arrivano le prime telecamere nelle colline camaioresi
Il Comune ha ricevuto un contributo regionale per installare otto dispositivi di sorveglianza Saranno montati a Vado, Montemagno e Nocchi ma anche a Lido e sulla Sarzanese
CAMAIORE. Più sicurezza, soprattutto in collina, ma non solo. Sono in arrivo otto telecamere per la videosorveglianza in tutto il territorio comunale di Camaiore, dispositivi che vanno ad aggiungersi ai venti già attivi alle Bocchette e agli altri disseminati nel territorio: a Lido, a Capezzano e nel capoluogo.
Il Comune di Camaiore ha infatti recentemente ottenuto un cofinanziamento da parte della Regione Toscana per un progetto di estensione della rete di videosorveglianza nel territorio. Lo stanziamento previsto è di 32mila euro circa, 20mila euro dell’intera somma sarà a carico della Regione, il resto della spesa dovrà sostenerlo il Comune.
Il dettaglio del progetto prevede l’installazione di otto nuove telecamere di tipo “bullet”, adatte a coprire anche distanze lunghe per leggere eventuali numeri di targa, in zone del territorio attualmente sprovviste.
I luoghi scelti dall’amministrazione per l’installazione sono la Pieve, vicino al cimitero del paese, Pontemazzori, vicino alla Chiesa parrocchiale, Nocchi, proprio all’accesso della frazione, Vado, Montemagno, Parco Sette Lecci di Lido di Camaiore, Via Carignoni e sulla Sarzanese (Sr439) alla rotonda con via Arginvecchio.
Il progetto è ancora a uno stato embrionale: con l’approvazione del Bilancio di previsione 2017 si potrà procedere alla redazione del bando di gara e successivamente, concluse le procedure di evidenza pubblica, all’avvio dei lavori per l’installazione.
Verosimilmente le telecamere entreranno in funzione non prima di due mesi, comunque, assicurano da palazzo, prima dell’estate, quando il Comune si riempirà di turisti. L’estensione si integrerà infine con i progetti di “Controllo di vicinato” o “Sorveglianza partecipata” già attivi sul territorio alla Pieve, Marignana, Pontemazzori, Capezzano Pianore e Seimiglia.
Le telecamere che verranno montate sono le “Bullet”, così chiamate per la loro forma a proiettile. Possono essere utilizzate sia per la videosorveglianza interna che esterna potendo resistere a condizioni atmosferiche come caldo, freddo e pioggia, addirittura molte sono waterproof, ovvero resistenti all’acqua.
«Siamo soddisfatti per l’esito del bando regionale e siamo già al lavoro per accelerare l’iter che porterà all’attivazione delle telecamere di videosorveglianza - dice il sindaco Alessandro Del Dotto - Ribadiamo che questa non è la soluzione al problema della microcriminalità, ma può essere comunque un deterrente utile, se integrato con i servizi delle Forze dell’Ordine e il contributo insostituibile dei cittadini all’interno dei progetti di controllo di vicinato».
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