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La Regione conferma la stangata sui pozzi

La Regione conferma la stangata sui pozzi

PIETRASANTA. Solo “carbone” nella calza della Befana per quelle aziende - un centinaio solo fra Pietrasanta e Querceta - che si sono viste recapitare bollette quintuplicate nell’importo da pagare,...

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PIETRASANTA. Solo “carbone” nella calza della Befana per quelle aziende - un centinaio solo fra Pietrasanta e Querceta - che si sono viste recapitare bollette quintuplicate nell’importo da pagare, rispetto ad un anno fa, per l’uso di acqua attinta dai pozzi artesiani. Il passo indietro della Regione, auspicato dal Cosmave, il consorzio che fa da riferimento alle ditte del lapideo locale, non è infatti arrivato: le bollette vanno pagate senza alcuno sconto.

In realtà la Regione, dal 2016 ente competente per i canoni in questione fino a pochi mesi fa gestiti dalla Provincia, un segnale sia pure minimo lo ha dato: quanto dovuto potrà essere dilazionato in due rate, la prima da pagare entro domani, la seconda entro il 30 aprile. Per quanto riguarda invece la congruità del pagamento, aspramente contestato dalle aziende, resta un’unica possibilità: inoltrare, termine ultimo il 28 febbraio, una dettagliata relazione alle Regione entrando nel merito dei consumi effettivi di acqua dai pozzi: sarà poi sempre la Regione a decidere se accogliere o meno la richiesta di rimborso, relativa al 2016, per un massimo del 25 per cento di quanto richiesto in bolletta. Come a dire una strada tutt’altro che semplice. Il fatto è che stiamo parlando, in taluni casi, di bollette dai valori straordinariamente anomali con ditte chiamate a pagare importi pari anche a 30-40mila euro, quando fino a dodici mesi fa ne versavano un decimo.

«Siamo amareggiati: la risposta arrivata dalla Regione non può assolutamente soddisfarci - fa sapere il presidente di Cosmave, Agostino Pocai - due giorni fa, in un’assemblea, abbiamo relazionato i nostri associati. Ad oggi, è questo il paradosso, ci sono ditte che non hanno ancora ricevuto il canone con la prima rata che va in scadenza domani. E questo, oltre a non essere accettabile, dà la misura della situazione. Non condividiamo né il metodo né la tempistica applicate dalla Regione. L’auspicio è quello di sedersi, già nelle prossime settimane, intorno a un tavolo e confrontarsi, a bocce ferme, sugli importi che dovremo pagare nel 2017. Il danno per l’anno in corso, però è evidente e penalizza molte attività di un settore che, come noto alle stesse istituzioni, sta già attraversando una fase tutt’altro che facile». (l.b.)

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