Gioco
bilancio di fine anno»PARLA IL SINDACO
CAMAIORE. L’amministrazione del sindaco Alessandro Del Dotto è al giro di boa. Il primo cittadino fa un bilancio del suo operato dall’elezione nel maggio del 2012 e traccia una linea. Ciò che va bene...
CAMAIORE. L’amministrazione del sindaco Alessandro Del Dotto è al giro di boa. Il primo cittadino fa un bilancio del suo operato dall’elezione nel maggio del 2012 e traccia una linea. Ciò che va bene e ciò che va male. Una sorta di rendiconto prima di scendere di nuovo in campo per le prossime elezioni.
Sindaco, tanti temi sul piatto. Ovviamente le luci le interessano di più.
«Semplicemente perché ci sono state: finalmente nascono alcuni progetti su cui lavoravamo da anni come Bussoladomani, che è finita. Stanno mettendo le piante ma è questione di giorni».
Ma è stato accusato spesso di immobilismo. Come risponde?
«Per due anni sarà sembrato che fossimo fermi. In realtà c’è voluto un anno per prendere le redini perché quando siamo entrati sono cambiate tutte le regole di gestione della pubblica amministrazione. Il secondo anno ci è servito per riorganizzare il lavoro degli uffici. Questo lavoro non è ancora finito e stiamo cercando di ottimizzare le forze, considerando anche che ci saranno dei pensionamenti e quindi un turnover dei dipendenti. E poi abbiamo risparmiato molto prevedendo un ufficio Progettazioni e facendo funzionare l’avvocatura interna, tutte risorse che abbiamo ridistribuito nelle scuole, nella manutenzione e nella sicurezza».
Ma esistono anche le ombre: per esempio il problema del mare pulito. Come mai tutto questo ritardo?
«Non scordiamoci che abbiamo perso un anno e mezzo con la ditta tedesca della ionizzazione che si è rivelata un abbaglio. Adesso però sono iniziati i lavori per il peracetico e abbiamo fatto scrivere all’avvocato che vogliamo il risarcimento dalla Germania. Ci vuole tempo per tutto: ho fatto una promessa ai cittadini e ho smesso di raccontare ai cittadini che si può fare tutto e subito».
E se la sperimentazione con il peracetico si dovesse rivelare inefficace? Come procederà in attesa dei cantieri sulla fognatura?
«Si parte comunque da una situazione diversa rispetto a prima: Gaia ha già avviato l’iter per i finanziamenti che dovrebbero arrivare entro giugno. Il nostro compito sarà vigilare e pungolare il gestore affinché non ci siano ritardi».
E Sea?
«Sea Ambiente da febbraio non esisterà più e al suo posto ci sarà Rete Ambiente. L’iter per la costituzione deve essere accelerato. Sull’esperienza della raccolta differenziata dei rifiuti credo che sia stata positiva e che abbia grandissimi margini di miglioramento. Ci sono delle criticità: l’azienda deve fare ancora molto perché il servizio a Lido è complicato e si complica ancora di più in estate quando la popolazione triplica. È una sfida. Non c’è stato un aumento sulla Tari e va studiato un sistema che tenga conto del turismo: qui non siamo a Capannori, siamo un Comune con tante persone di passaggio che ha difficoltà maggiori».
Soprattutto sulle nomine c’è molto attrito tra Camaiore e Viareggio. Ci sono altri punti di scontro?
«Riguardo a Sea staremo a vedere le nomine di Viareggio. Da quello che so, gli scenari potrebbero essere diversi dal passato perché l’avvocato Fabrizio Miracolo avrebbe ricevuto il parere negativo dal revisore dei conti sull’eleggibilità per una questione di incompatibilità. Ma è un fatto che non ho verificato personalmente».
E col Del Ghingaro come potranno cessare gli attriti?
«Basta non cercare vendette politiche nell’ambiente amministrativo. Se si parla di cose da fare, è sufficiente mettersi a un tavolo e ragionare. Camaiore non ha mai posto problemi di carattere politico».
È stato molto critico nei confronti di Asl. Perché?
«È inutile girarci intorno. La parte della diagnostica non funziona. Non è possibile aspettare sei mesi per conoscere il proprio male. Se c’è un momento in cui le persone muoiono d’ansia è proprio questo. Sulla parte di intervento funzioniamo benissimo ma gli esami devono essere fatti in poco tempo, poi importa meno dove ci andiamo a curare».
Tornerà indietro sulla questione di villa Cavanis?
«Con i padri siamo stati chiari: quell’area è vincolata perché ha un valore nella storia di Camaiore ed è giusto valorizzarla per quello che è. Siamo ovviamente pronti a fare tutti i tavoli necessari per trovare la formula giusta».
Siamo sotto elezioni. C’è la possibilità che qualcuno dalla sua destra si unisca a lei?
«Siamo in fase di composizione prima della campagna elettorale. C’è sicuramente un centrodestra spaccato, e soprattutto lo è Forza Italia. Non sono certo io a dirlo. Chi agisce all’interno dovrà chiarirsi e fare le proprie scelte. Io faccio la mia strada».
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