Il Tirreno

Versilia

Strage, questa sera la fiaccolata Conto alla rovescia per la sentenza

di Donatella Francesconi
Strage, questa sera la fiaccolata Conto alla rovescia per la sentenza

L’appello dei familiari delle vittime: «Siate con noi per far sentire la voce di chi da sette anni aspetta» Appuntamento alle 21 alla stazione, poi attraverso il sottopasso verso la Casina dei ricordi

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VIAREGGIO. Impossibile mancare. Per ricordare, stringersi ai familiari delle vittime, condividere per una sera ancora l’attesa della sentenza prevista per fine gennaio 2017. Disastro ferroviario del 29 giugno 2009, oggi sette anni e mezzo, con i suoi trentadue morti e gli oltre tre anni di processo, nell’aula del Polo fieristico di Lucca dove il 10 gennaio si tiene l’ultima udienza. Per questa sera l’associazione “Il mondo che vorrei”, nata per riunire i familiari delle vittime della strage, dà appuntamento a tutti coloro che non hanno dimenticato e che per una sera vogliono essere di nuovo in strada, come quella notte maledetta.

«I familiari delle vittime della strage di Viareggio chiamano a raccolta la città», spiegano Marco Piagentini che dell’associazione è il presidente, e Daniela Rombi, che è il vice dopo averla fondata e portata avanti per anni insieme a tutti gli altri familiari presenti, udienza dopo udienza, nell’aula del Polo fieristico. «A pochi giorni dalla sentenza di primo grado - spiegano Piagentini e Rombi - vogliamo far sentire la voce di chi quella notte ha visto cambiare drammaticamente la propria vita. Non si può pensare che nel cercare la verità non si tenga in considerazione 32 persone brutalmente assassinate nella notte del 29 giugno».

L’appuntamento è per questa sera alle 21 davanti alla stazione di Viareggio per recarsi con una fiaccolata fino alla casina dei Ricordi, attraversando il sottopasso della stazione, fino a “sbucare” alla Migliarina e raggiungere da lì i luoghi che videro il gas, le fiamme, le case distrutte, i soccorsi sul filo della vita che fuggiva via.

Una partecipazione che è attesa. Collettiva. Entro la fine di gennaio i giudici del Tribunale di Lucca Gerardo Boragine (presidente del Collegio giudicante), Nidia Genovese e Valeria Marino dovranno dire chi - tra 33 imputati e nove società - ha responsabilità in quanto accaduto il 29 giugno 2009 a ridosso dei binari di via Ponchielli. Responsabilità portate in aula dai pm della Procura di Lucca (ieri guidata da Aldo Cicala, oggi da Pietro Suchan) Giuseppe Amodeo e Salvatore Giannino che si sono confrontati con uno “squadrone” di difensori degli imputati che vede in prima fila alcuni dei professori più noti nelle aule del diritto in Italia. Ed oltre agli avvocati sono scesi in campo decine e decine di ingegneri, italiani e tedeschi, per gli imputati e per le parti civili, per un dibattimento che è stato - usando le parole del sostituto Procuratore Giuseppe Amodeo, «ostaggio degli ingegneri». Al punto che qualche volta si è corso il rischio - ed è ancora Amodeo ad averlo ricordato - «di dimenticare perché siamo in quest’aula». Ma le 32 magliette con i volti di chi non c’è più, distese su altrettante sedie vuote, hanno riportato tutti alla realtà, giorno dopo giorno.

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