Il Tirreno

Versilia

Sforati i limiti sulla qualità dell’aria scatta l’ordinanza anti-smog

di Donatella Francesconi
Sforati i limiti sulla qualità dell’aria scatta l’ordinanza anti-smog

Polveri fini e particolato oltre la soglia di sicurezza: è la terza volta che succede dall’inizio dell’anno Il sindaco: moderare la temperatura del riscaldamento, scegliere mezzi pubblici, stop ai vecchi Diesel

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VIAREGGIO. Ventidue sforamenti nel 2016 per le temibili Pm10 che sono la pecora nera della qualità dell’aria. Vivere in riva al mare non protegge dall’inquinamento che a Viareggio si registra con maggior frequenza che a Scandicci (15 sforamenti), più o meno come a Firenze Signa (25) o a Lucca-San Concordio (29). Il sito di Arpat, consultabile da tutti, parla chiaro. E basta un “clic” sul dettaglio dei singoli Comuni per rendersi conto di come è andata negli ultimi giorni, quelli del sole di giorno e dell’umidità che la fa da padrona dalla sera alle prime ore del mattino. Dal 22 al 27 dicembre il grafico di Viareggio - per quanto riguarda le Pm10 (le cosiddette polveri fini) - segna rosso un giorno dopo l’altro, abbondantemente sopra i 50 microgrammi per metro cubo (media giornaliera).

Così che il sindaco Giorgio Del Ghingaro il 27 dicembre ha firmato l’ordinanza, dovuta per legge, che ha per oggetto “Piano di azione comunale, interventi contingibili per superamento livelli di Pm10”.

Diesel vietati. Ancora per tutta la giornata di oggi è in vigore il divieto di circolazione, come da ordinanza, per le autovetture diesel fino ad Euro 4 ed ai veicoli commerciali diesel sino ad Euro 2 su tutto il territorio comunale.

Consumi energetici. Ancora fino ad oggi, l’ordinanza - che non è stata pubblicizzata in nessun modo dal Comune - dispone di «contenere i consumi energetici, evitando inutili sprechi, nella gestione degli impianti di riscaldamento (attraverso una corretta regolazione degli accessi ai locali pubblici ed esercizi commerciali)».

Trasporti. Alla cittadinanza l’invito - anche qui non pubblicizzato - ad «utilizzare il più possibile i mezzi pubblici o mezzi di trasporto non inquinanti negli spostamenti», ma anche ad «utilizzare in modo condiviso i mezzi privati di spostamento, per diminuire il numero dei veicoli circolanti».

Tutte le disposizioni restano in vigore fino ad oggi «o comunque sino al rientro dei parametri previsti dalla normativa vigente».

Le polveri. Oltre al valore delle Pm10, le polveri fini inquinanti che derivano soprattutto dal traffico, Viareggio ha superato anche i valori massimi per il particolato Pm2,5, ovvero particelle «caratterizzate da lunghi tempi di permanenza in atmosfera che, rispetto alle particelle grossolane, sono in grado di penetrare più in profondità nell'albero respiratorio umano», come da definizione del ministero della salute. Che ricorda: «Si può sostenere senza troppa approssimazione che tutto il particolato secondario all'interno del Pm10 (e che ne rappresenta spesso la quota dominante) sia costituito in realtà da particelle di Pm2,5».

Niente di buono, insomma, per le vie respiratorie soprattutto dei più piccoli e degli anziani. Tanto che «gli studi epidemiologici hanno mostrato una correlazione tra le concentrazioni di polveri in aria e la manifestazione di malattie croniche alle vie respiratorie, in particolare asma, bronchiti, enfisemi. A livello di effetti indiretti, inoltre, il particolato agisce da veicolo per sostanze ad elevata tossicità, quali ad esempio gli idrocarburi policiclici aromatici».

Non è la prima ordinanza che nel 2016 Viareggio - che pure è città di mare e di vento, percorribile tutta su due ruote in pochissimo tempo - deve adottare. Come ricorda il provvedimento del sindaco provvedimenti analoghi sono stati adottati il 9 febbraio ed il 31 ottobre. Il che indica come ci sia necessità di interventi radicali ed immediati per assicurare alla città la tutela del suo patrimonio principale: l’ambiente.

Magari ad iniziare proprio dall’implementazione delle piste ciclabili, operazione possibile con i fondi della sosta a disposizione di Mover ogni anno. E dalla sistemazione di quelle esistenti, a volte più pericolose delle strade stesse.

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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