Il Tirreno

Versilia

Vendita dei parcheggi, il gioco si fa duro

La decisione dell’amministrazione Mallegni potrebbe essere soggetta ad un referendum popolare

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PIETRASANTA. Saranno i pietrasantini a dire sì o no alla vendita dei parcheggi degli stabilimenti balneari voluta dall’amministrazione Mallegni? È una possibilità, anche se si tratta di scalare una “montagna” di firme: ne servono infatti circa 4.800 per il via libera alla consultazione popolare. Come a dire un residente su 5 dovrebbe apporre il proprio nome e cognome alla richiesta di un referendum “che - come ha precisato il segretario comunale - è comunque un'opzione percorribile. Comunque noi siamo pronti a dare battaglia politica su questo fronte: raccogliere quel numero di firme anche se alla fine, per evitare problemi, ne serviranno di più, è operazione fattibile. L’idea è partire con una grande manifestazione di protesta», sono le parole di Pietro Lazzerini (Sinistra per Pietrasanta), «e poi dare il via al resto». Linea condivisa dal Partito democratico: «Una scelta, quella di Mallegni&co, che va contro la nostra storia e contro ancora ogni logica. Quei 70 mila metri quadri, una volta nelle mani dei privati - così Rossano Forassiepi - con il tempo avranno una destinazione d'uso ben diversa da quella di oggi. I consiglieri comunali e gli assessori che hanno detto si a questa delibera e mai in campagna elettorale avevano parlato di questa alienazione. Si sono presi una bella responsabilità: quello che la legge ci consente, per evitare la vendita, noi lo faremo. E non mi riferisco solo al referendum, sia chiaro».

Nel frattempo si è mosso il Movimento 5 Stelle: dopo la segnalazione alla Comunità Europea di una possibile elusione del diritto comunitario, a breve i pentastellati, guidati da Michele Lari, una volta in possesso del verbale del consiglio comunale che ha sancito l’alienazione, formalizzeranno un nuovo esposto alla Procura della Repubblica. Nel mirino ci sarebbe anche il diritto di prelazione garantito ai balneari - che consente di pareggiare un'offerta arrivata da altro soggetto -: opzione ritenuta non rispondente alle norme sulla libera concorrenza. E a proposito di balneari: il valore di vendita di 290 euro a metro quadro, assegnato dall’Agenzia delle entrate, è andato di traverso a qualche concessionario in quanto ritenuto troppo oneroso. Proprio due balneari, nella giornata di ieri ci facevano notare che di questi tempi – con la prospettiva della Bolkestein – e una situazione economica non proprio esaltante, investire oltre 200mila euro per la proprietà di un parcheggio che oggi in concessione, per il medesimo uso, costa poco più di 2.000 euro l'anno, è prospettiva sgradita». In sostanza la decisione di vendere sta lasciando in scia “mal di pancia” generalizzati : il tesoretto, oggi virtuale, di 21 milioni di euro, fa sognare il Comune, ma il divenire di questa storia è ancora tutto da scrivere. Senza dimenticare un passaggio sottovalutato dai più: l’asta del prossimo anno sarà aperta a tutti e la libera partecipazione potrebbe riservare qualche sorpresa non del tutto favorevole all'economia turistica locale.

Luca Basile

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