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Lettera ai creditori della Versiliana

Lettera ai creditori della Versiliana

La Fondazione propone la riduzione del 40%: rischi e dubbi dei diretti interessati

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PIETRASANTA. Da una parte la Fondazione Versiliana che propone ai suoi creditori un accordo economico, dall’altra gli stessi creditori che stanno valutando il da farsi, nel mezzo il destino, ancora tutto da scrivere, dell’ente. La lettera inviata da uno studio contabile nei giorni scorsi ha mandato di traverso il Natale a chi attende da anni di essere pagato per i servizi offerti alla Fondazione. Non che i creditori non fossero preparati, visto che sia il presidente Piero Di Lorenzo che il sindaco Massimo Mallegni, due settimane fa, durante una riunione in municipio, avevano anticipato agli stessi la situazione, ma la missiva in questione ha ufficializzato i termini e innescato i mal di pancia oggi piuttosto diffusi. Nella sostanza l’offerta formulata dalla Fondazione, che si riferisce fino a tutta la stagione estiva 2015, non ammette modifiche o trattative: taglio del 40% del credito vantato e pagamento del 60% della somma rimanente entro 30 giorni dall’accettazione della proposta. Con una postilla: l’accordo, amichevole, è condizionato dall’accettazione da parte di tutti. Trattandosi di alcune decine di creditori, non è dettaglio da poco.

Nella lettera si fa cenno ad un dato più volte ribadito dall’attuale consiglio di amministrazione: la perdita, a chiusura bilancio 2015, di 842 mila euro. Perdita che i soci si sono impegnati a coprire. Per quanto riguarda invece l’anno in corso, l'obiettivo è quello di chiudere con un pareggio economico. Nella sostanza il cda presieduto da Di Lorenzo chiede ai creditori “un sacrificio” ribadendo che sono molte le iniziative portate avanti per evitare la chiusura ingloriosa della Fondazione Versiliana e, al tempo stesso, ripristinare l’equilibrio finanziario di gestione. Già, ma se i creditori - uno, cinque o 10 che fossero - decidessero di non aderire all’offerta, di reclamare fino all’ultimo centesimo e di partire con i decreti ingiuntivi di pagamento? In quel caso, come detto, venendo meno l’accordo collettivo tutto tornerebbe in discussione.

Ad oggi c’è poca certezza sull’evolversi della vicenda: lo studio contabile incaricato dalla Fondazione, in caso di esito positivo della trattativa, si metterà in contatto con i diretti interessati comunicando modalità e termini di pagamento. Ma la partita era e resta, in questo momento, ancora tutta da giocare. (l.b.)

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