Italia
La ballerina umbra che danza sulla riva del lago di Puccini
Marina Rulli vive nella zona colpita dal sisma. Per dieci anni ha lavorato al Festival di Torre del Lago in Tosca e Turandot
VIAREGGIO. Sono passati due mesi dal terremoto che ha sconvolto le Marche e poi l'Umbria e quattro da quello che ha colpito il Lazio ed Amatrice. Al centro di questi eventi con uno sciame sismico che ha contato migliaia di scosse il territorio dove vivono anche tante persone che hanno vissuto e lavorato in Versilia. Tra queste anche Marina Rulli, umbra, ballerina, che per tanti anni è stata di scena al Festival Puccini di Torre del Lago con ruoli in Tosca e Turandot. Oggi titolare di scuole di danza a Magione e Castiglion del Lago e che vive a Mantignana, una frazione di Corciano, ad una trentina di chilometri da Norcia e dall'epicentro del sisma.
Torre del Lago per lei è come un pezzo di cuore, avendo lavorato al Festival per quasi 10 anni in svariati ruoli e mansioni . Da Tersicorea a figurante ed un anno anche assistente di regia.
Intanto come hai vissuto quei giorni?
«Qui in Umbria abbiamo ancora il ricordo molto vivo di quel famoso terremoto del 97 che distrusse la Basilica di Assisi e molte frazioni e paesini limitrofi. Alcuni cittadini sono ancora nei container nonostante siano passati quasi 20 anni. Già in agosto avevamo accusato il ritorno di un sisma potente, figuriamoci con le scosse di due mesi fa e soprattutto quella di fine ottobre che ha devastato Norcia. Non viviamo tranquilli e controlliamo ogni giorno le crepe sui muri sperando che non ci siano altre scosse che le potrebbero allargare. Per quanto riguarda la quotidianità, non è facilissimo. Basta un tremolio o un rumore molto forte per farci balzare sull'attenti: io ho la fortuna di vivere a 30 km da Norcia e quindi la mia casa non ha subito danni rilevanti, ma il pensiero c'è sempre, anche perché sono molto vicina anche al confine con la Toscana e abbiamo sentito la scossa di Castelfiorentino. Essere tra due epicentri non è sinonimo di tranquillità. Vedere la crepa creata sulla montagna e il dislivello di 70 cm del suolo non ci incoraggia molto ma siamo sempre con la speranza che smetta e che si possa tornare alla normalità. Adesso sto preparando due spettacoli proprio a cavallo del Natale. Abbiamo l'obbligo di cercare la normalità. Come si parla del sisma? Non sono argomenti facili da trattare , per quanto si cerchi di essere freddi e lucidi, c'è sempre la paura in agguato. La notte poi, soprattutto i primi giorni, non si dormiva molto bene, un occhio aperto e uno chiuso. Per chi come me poi ha anche degli animali domestici, ci si preoccupa anche per loro. Sembra assurdo ma è così».
Quali sono i tuoi progetti?
«Oltre ad insegnare danza nelle mie scuole, sono coreografa e performer in una compagnia teatrale Fantasy Medievale, la nostra particolarità sta nella fusione di varie discipline come danza, canto, acrobatica, giocoleria, sputafuoco, mangiafuoco, fachirismo, recitazione, trampoli e danza aerea. Portiamo spettacoli in giro per l'Italia a tema fantasy medievale (streghe , demoni , vampiri, maghi , alchimisti...) siamo vari elementi provenienti da tutta la regione, quindi, ad ogni scossa, soprattutto nei primi giorni dopo le grandi scosse di fine ottobre, ognuno di noi si preoccupava per tutti gli altri e cercava sempre, se non eravamo tutti insieme, di sapere dove erano gli altri e come stavano gli altri componenti e le loro case. Veniva spontaneo una specie di appello. Una delle nostre ragazze ha dormito due giorni in macchina dopo le scosse, poi piano piano si prova a recuperare la quotidianità».
Cosa è per te Il Festival Puccini di Torre del Lago?
«Negli anni ho conosciuto tante persone con le quali ho stretto importanti rapporti di amicizia e, anche quando non lavoro al Pucciniano, faccio sempre un salto a salutare quel meraviglioso lago. Mi manca un po' il vecchio teatro, per quanto fatiscente e non proprio conforme alle attuali norme di sicurezza, aveva un fascino che non può essere sostituito né dimenticato. Sono stati gli anni più emozionanti e pieni ed è stata una delle esperienze più belle che abbia vissuto professionalmente. Ed è lì, in fin dei conti , che è iniziata l'avventura e che ho conosciuto persone meravigliose».
Che Natale sarà?
«Sarà un Natale pieno di lavoro perché avrò spettacolo sia la vigilia che il 26. Si cerca una precaria normalità. Le scosse non ci sono più, ma la paura ci accompagna sempre».
Michele Morabito
©RIPRODUZIONE RISERVATA
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