Il Tirreno

Versilia

Io, ai fornelli a Norcia fra i terremotati

Io, ai fornelli a Norcia fra i terremotati

Alessandro, volontario della Croce Verde, e un 25 dicembre nel segno della solidarietà

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PIETRASANTA. In mezzo a chi ha perso tutto per portare un sorriso. È questo il Natale dei volontari nelle zone del terremoto: dei volontari come Alessandro Pierini della Croce Verde di Pietrasanta che da oltre una settimana si trova a Norcia nelle cucine del campo dell'Anpas e fino al 30 dicembre contribuirà a distribuire circa mille pasti al giorno tra colazioni, pranzo e cena con un menù un po' speciale per il giorno di Natale.

Una scelta di vita quella di Alessandro, classe '78, di Pietrasanta, cuoco nella stagione estiva e volontario da sempre, da quando era solo un ragazzo che fece la sua prima esperienza nel terremoto dell’Umbria e delle Marche del 1997. Dopo venti anni di nuovo in quei luoghi che per fortuna adesso hanno smesso di tremare, insieme ad altri ragazzi della sua età, provenienti da tutta Italia deciso a sacrificare un po' del proprio tempo per portare sollievo, anche un semplice sorriso nei lunghi mesi che seguono i grandi disastri come quello del 26 e 30 ottobre nell'Umbria e nelle Marche, quando i riflettori dei media si spengono e le polemiche politiche si riprendono le prime pagine dei giornali e quelli che sono rimasti provano a ripartire, guardando le macerie di quella che era stata la loro vita, cercando una normalità che non c'è più.

Il motto delle Pubbliche Assistenze toscane recita «Non meritò di nascere, chi visse sol per se» ed è forse tutto qui il senso dell'impegno di Alessandro e gli altri. «La giornata nelle cucine - commenta Alessandro Pierini - è scandita dal susseguirsi dei pasti che dobbiamo preparare, trecento colazioni, trecento pranzi e trecento cene. Ci alziamo presto al mattino e alla sera non andiamo a letto nelle tende della Protezione Civile fino a quando tutto non è di nuovo in ordine. Le persone non vogliono abbandonare questi luoghi, hanno tutto qui e dormono alcuni nei primi moduli, altri stanno aspettando una soluzione abitativa, una casetta e nel frattempo si arrangiano come possono. Nelle tende ormai dormiamo solo noi volontari e ogni giorno inizia la routine di mettere in moto le cucine e procedere con la predisposizione dei pasti. Perché passiamo il Natale a Norcia invece che con i nostri? È una domanda che ha una risposta che vale per me, ma credo anche per gli altri volontari: per quel sorriso e quel grazie che queste persone ci regalano nonostante non abbiano più niente. Un sorriso che proviamo a contraccambiare ogni giorno anche se ci rendiamo conto che la situazione non è facile e le persone sono sempre più nervose perché questa è una situazione che consuma giorno per giorno. Noi siamo qui per fare i volontari e non avere nulla in cambio se non quel sorriso. Questo ci ripaga di tutto».

In questi giorni ci sarà poi un giorno un po’ più speciale degli altri. «Per Natale faremo un menu un po' particolare, magari con un dolce e un antipasto per creare un po' di atmosfera di festa, anche se sarà un Natale diverso per queste persone. È quello che ci piace fare, stare vicini alle persone e dare un po' di noi agli altri. Io rientrerò in Versilia il 30 dicembre per fare l'ultimo dell'anno con gli amici: dovevo stare solo una settimana, ma il coordinatore di zona mi ha chiesto di anticipare di una settimana la partenza. Faccio un turno doppio, ma va bene così. È la cosa giusta da fare, è la cosa che mi piace fare».

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di Redazione web