Il Tirreno

Versilia

Sos dalle donne del centro: abbiamo paura

di Cesare Bonifazi
Sos dalle donne del centro: abbiamo paura

«Vivere e lavorare tra la stazione e il mercato è pericoloso: e con il buio scatta il coprifuoco»

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VIAREGGIO. La tentata violenza di lunedì sera è stata un lampo che ha illuminato per un momento la situazione del centro di Viareggio. Giusto un attimo. La speranza è che il riflettore rimanga puntato sul degrado di via Machiavelli e di tutta la zona del mercato. Ma a parlare con quelle persone che il quartiere lo vivono sembra che la speranza sia già morta. Molti, e soprattutto molte, si guardano le spalle girando per quelle strade. Passeggiando si sente una coltre asfissiante di paura: dalla parrucchiera alla signora che va a comprare il pane. Quell’episodio di due giorni fa aggiunge un nuovo capitolo al grande libro della sicurezza. E sono proprio le donne a lanciare il grido d’allarme: «non lasciateci da sole».

Sara Lucchinelli lavora nel panificio di via Machiavelli, a neanche duecento metri dal luogo dove un uomo ancora a piede libero ha palpeggiato una ragazza che andava alla stazione. Sara quando esce dal lavoro ammette di avere un po’ paura: «Cerco di parcheggiare la macchina il più vicino possibile dal lavoro: mi sento più sicura e sono esposta il meno possibile. Qui nei dintorni ci sono tante case tante case vuote che vengono occupate di notte dai senza tetto e da chi cerca un posto provvisorio dove dormire. Spesso sono extracomunitari». Le fa eco dall’altra parte della strada Lucia Lazzerini della Casa del Bottone: «Mai che si veda un vigile, ogni tanto i carabinieri o la polizia fanno qualche ronda ma non c’è di certo un controllo costante sul territorio e noi abbiamo paura - dice arrabbiata - Non più tardi di dieci giorni fa qualcuno ha sradicato dal muro un vaso per le piante da 200 euro e ce l’ha portato via: noi non ci sentiamo al sicuro».

Le donne che vivono e lavorano in centro a Viareggio devono costantemente vivere con il timore di essere importunate. C’è chi è più risoluta ed è pronta a fare la contromossa nel caso arrivi un malintenzionato: «Nel cassetto del mio negozio tengo un coltello da cucina - racconta Erika Casentini del parrucchiere “Un diavolo per capello”- ho aperto ad aprile e mi sono un po’ pentita: qui girano persone poco raccomandabili. L’altro giorno è entrato un ragazzo, non so di che nazionalità fosse ma non parlava italiano; chiedeva dei soldi per prendere un treno per Bologna. Quando si è visto rifiutare i soldi si è agitato e ha cominciato ad essere un po’ violento: ha insultato me e le miei clienti. Fortunatamente siamo riuscite a cacciarlo».

E pare che anche gli atti di vandalismo siano all’ordine del giorno: «Due giorni fa qualcuno ha rotto il vetro d’ingresso della porta della mia vicina - racconta Patrizia Benedetti del negozio di elettronica poco distante - qualche giorno prima invece ho beccato dei magrebini che stavano spaccando i vetri delle macchine. Io non sono una persona che si lascia spaventare facilmente ma adesso al situazione sta diventando insostenibile».

Cinzia Lucchesi lavora non molto distante dal Comune, in un noto negozio di scarpe e anche rimanere sole dentro alla propria attività è motivo di ansia: «Non abbiamo saracinesche e spesso la sera ci chiudiamo dentro perché di lì passa gentaccia e verso sera le strade si svuotano. Mia madre, che abita vicino al mercato, quando tramonta il sole non esce più di casa».

Chi ha il polso della zona è Martina Berti, la titolare del bar in via Machiavelli: racconta di una strada che si coordina per sentirsi un po’ meno abbandonata: «Dopo le otto effettivamente c’è un senso comune di paura, è una cosa molto sottile - dice - ho cominciato a notarlo da più di un anno: quando qualcuno comincia ad abbassare le saracinesche, dà il via a tutti gli altri e nel giro di poco la strada diventa deserta. So che non bisognerebbe avere paura ma per farlo si cerca di non rimanere mai da soli».

Le signore che devono tornare da sole di notte si fanno accompagnare fino a sotto casa, essere importunate anche solo a parole non è piacevole e si cerca di evitare qualsiasi contatto per strada fuori da un certo orario.

Intanto la polizia assicura che stanno «lavorando per trovare colui che corrisponde alle indicazioni fornite dalla vittima e dai testimoni».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

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