La protesta
Pigotte e solidarietà: alunni, genitori e maestre in prima linea
Una gioiosa e colorata invasione di bambole per l'Unicef nelle scuole dell'infanzia di Torre del Lago
TORRE DEL LAGO. Da molti anni nei mesi di novembre e dicembre le scuole dell'infanzia Borgo 1 e Borgo 2 organizzano la realizzazione delle “Pigotte”, un gesto di solidarietà con l'Unicef. Infatti le bambole di stoffa cucite con cura e passione da mamme, nonne, bambini e famiglie riempiono piazze e mercatini di Natale: dalla loro vendita si raccolgono soldi utili per comprare viveri e medicine per i bambini e le bambine meno agiate. Il kit donato comprende: vaccini, antibiotici, zanzariera. Anche quest'anno nelle scuole torrelaghesi la solidarietà si è tradotta in una gioiosa e colorata valanga di pigotte per l'Unicef. Per saperne di più abbiamo intevistato le maestre Rossella Benesperi (Borgo 1) e Milena Favrin (Borgo 2) per raccontarci nei dettagli il contributo delle scuole al progetto.
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Perchè avete scelto questo progetto UNICEF?
Abbiamo scelto questo progetto perchè l'istituto comprensivo Torre del Lago è “scuola amica” UNICEF. Una nostra collega aveva già fatto questo progetto e abbiamo pensato di proporlo anche noi.
Da quanti anni partecipate a questa iniziativa?
Borgo 2 è il primo anno che partecipa, Borgo 1 è già qualche anno.
Come mai queste bambole si chiamano “Pigotte”?
In dialetto lombardo significa “bambola di pezza”.
In che modo vengono realizzate le Pigotte dalle famiglie? Quali sono i materiali più usati?
Alle famiglie viene consegnato un kit che comprende la parte esterna della bambola, le mamme le cuciono e la sagoma viene riempita con l'ovatta fornita. I materiali variano a seconda delle fantasie: stoffe, lana, brillantini, glitter e pelle per le scarpette, i particolari del viso con i pennarelli fini per la stoffa.
Quanto e come sono interessati i bambini alla realizzazione delle Pigotte?
I bimbi sono molto interessati perchè convolti dalle famiglie: erano contentissimi di farle e portarle a scuola. A volte per i bambini è difficile “staccarsi” dalla Pigotta, allora in molti casi si sono “ricomprati” la loro bambolina rispettando così l'offerta e la solidarietà per i beni minimi dei bambini a cui sono destinati. Il kit donato con l'offerta comprende quelle che per noi sono piccole cose, ma per questi bambini sono atti di grande importanza per la loro sopravvivenza: da un piccolo aiuto si possono fare grandi cose.
Visto l'alto numero di Pigotte realizzate, come mai le famiglie partecipano in modo così coinvolgente al progetto?
Perchè in fondo basta poco: l'impegno di realizzazione in termini di tempo è minimo e sapendo che con questo gesto aiuti tanti bambini anche le mamme che si reputano più “imbranate” si mettono in gioco. Inoltre si innesca una spontanea e bella collaborazione tra i grandi nel laboratorio adebito nei plessi o nelle case. Negli anni il progetto si è consolidato e quest'anno c'è stato un vero e proprio boom di solidarietà. Ogni bambola ha la sua cartolina col nome della bambola, del bambino che l'ha realizzata: la bambola in pratica viaggia con una storia addosso per finire nelle mani di altre persone e possono arrivare i biglietti di ringraziamento da parte di che le ha acquistate.
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Alcuni di noi si ricordano quando alla scuola dell'infanzia Borgo 1 hanno realizzato anni fa le Pigotte e il ricordo è ancora vivo e emozionante per aver realizzato qualcosa di bello e importante coi propri genitori. Cosa sperate possa rimanere nei bambini da questa esperienza?
Noi ci auspichiamo che resti proprio questo: l'emozione provata nel fare qualcosa con la scuola e con le proprie famiglie perchè il bambino vive ogni fase di costruzione apportanto le proprie preferenze. Speriamo anche che crescendo questo ricordo d'infanzia sia di stimolo per altri gesti di solidarietà.
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