Gioco
La Regione passa ai raggi X le concessioni in Passeggiata
Verifica disposta da un’ordinanza del Consiglio di Stato al quale si era appellata la società proprietaria dell’ex cinema Eolo che nel 2001 doveva diventare un Bingo
VIAREGGIO. Sarà la Regione Toscana, attraverso il suo responsabile della Direzione urbanistica e politiche abitative, o altro funzionario suo delegato, ad effettuare una verifica delle natura giuridica delle concessioni della Passeggiata. Con lo scopo di accertare se le aree date in concessione abbiano natura pubblica (demaniale o patrimoniale indisponibile) o se, invece, appartengano al patrimonio disponibile» del Comune. Lo ha disposto un’ordinanza del Consiglio di Stato, chiamato a pronunciarsi su una questione lontana nel tempo (2001) ed ormai superata nei fatti, ma non nei principi.
La vicenda è quella che vede opporsi la società “Caffè Margherita Spa”, proprietaria del Cinema Eolo (che oggi è stato trasformato nel gettonatissimo negozio di un marchio di abbigliamento giovane) al no del Comune all’operazione che avrebbe chiuso la sala cinematografica ed aperto una sala Bingo.
In base al disciplinare delle concessioni approvato dal Comune nel 1999 l’attività economica che può essere esercitata nell’area demaniale comunale «deve essere previamente autorizzata dalla Giunta comunale, anche se permessa dalla disciplina del commercio e da altra regolamentazione concorrente». La Giunta dell’allora sindaco Marco Marcucci (centrosinistra) negò l’autorizzazione, sul presupposto che la destinazione a sala Bingo fosse incompatibile con le finalità perseguite dal Comune stesso mediante l’affidamento in concessione delle aree per attività cinematografica.
Il Tar della Toscana, cui la società “Caffé Margherita” fece ricorso ha respinto le ragioni degli imprenditori con sentenza numero 00284 del 2007 ritenendo legittimo la subordinazione del rilascio della concessione al gradimento dell’amministrazione comunale.
Ne è seguito il ricorso al Consiglio di Stato, con la società “Caffé Margherita” assistita dagli avvocati Renzo Migliorini e Roberto Righi. Consiglio di Stato che il 15 dicembre scorso ha emesso l’ordinanza, ritenendo «necessario disporre una verificazione tendente ad accertare la reale natura dell’area su cui sorge l’immobile di proprietà dell’appellante, occorrendo in particolare conoscere se la medesima abbia natura pubblica (demaniale o patrimoniale indisponibile) ovvero se appartenga al patrimonio disponibile».
Le parti in causa, e dunque anche il Comune, «potranno nominare propri consulenti tecnici sino al momento dell’inizio delle operazioni di verifica, alle quali gli stessi consulenti tecnici ed i difensori potranno intervenire».
Il verificatore incaricato dovrà - così l’ordinanza - «dettagliatamente individuare, anche graficamente, l’ubicazione della particella interessata nel contesto in cui è inserita specificando la distanza dal mare». E qui si gioca la partita demanio sì-demanio no che vale per tutti gli altri edifici della Passeggiata. La verifica sul cinema “Eolo”, dunque, finirà per costituire - di fatto - una verifica sulla natura dell’intero patrimonio della Passeggiata e sulle operazioni che vi si possono o non possono essere effettuate.
La sensazione è quella di un Consiglio di Stato deciso ad andare a fondo sulla natura delle aree di proprietà comunale della Passeggiata, mettendone in discussione l'appartenenza al patrimonio indisponibile comunale.
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