La protesta
A scuola arriva il coding: ecco che cos'è
Giocando si impara a programmare: così logica e matematica vanno a braccetto con creatività e fantasia
VIAREGGIO. Le classi quarte della scuola Primaria F. Tomei, già dall'anno scorso hanno iniziato a cimentarsi con il coding in classe. Le nostre maestre per poterci insegnare a usarlo correttamente, hanno seguito un corso on-line di 50 ore con il professore Alessandro Bogliolo, docente presso l'università di Urbino e ambasciatore per l'Italia della “Code Week” che ha coinvolto trentamila studenti. Le maestre hanno iscritto le classi A, B e C all'ora del Codice, e noi alunni con la password potevamo entrare e risolvere tutti i giochi, alcuni semplici, ma altri più complessi, alcuni di noi alla fine hanno ricevuto il diploma.
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Il Coding è un codice informatico, si acquisiscono alcuni elementi per la programmazione, in pratica noi alunni alla fine dovremmo essere in grado non di usare un computer, ma di produrre piccoli programmi come videogiochi o brevi sequenze, sul modello di quanto avviene già in molte scuole straniere, soprattutto anglosassoni. Il concetto chiave è il “pensiero computazionale” che significa pensare in maniera algoritmica, cioè trovare una soluzione e svilupparla. Con l'approccio ludico, abbiamo capito che bisogna saper progettare un percorso e questo l'abbiamo fatto giocando al “Cody Roby”, abbiamo costruito un robot e una scacchiera gigante e divisi in due squadre ci siamo divertiti a mangiare l'avversario.
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Programmare è giocare, quest'anno l'abbiamo fatto con Scratch, che è un progetto geniale, ideando e applicando algoritmi, risveglia in noi la voglia di fare, di esplorare le varie possibilità, si riesce a capire le coordinate cartesiane. Non siamo solo immersi in un ambiente logico e matematico, ma la creatività, la fantasia hanno un ruolo centrale negli incontri sul Coding. Il Coding, promuove altri valori quali quelli del software libero, della condivisione e del “Remix” cioè il riuso del codice realizzato da qualcun altro. L'approccio ludico alla programmazione permette di rinforzare e di far comprendere meglio anche le tradizionali materie scolastiche. Se in geometria abbiamo studiato l'angolo giro e nel videogioco che costruiamo dobbiamo far ruotare un'astronave, ecco che riusciamo a dare un senso al concetto di 360°.
Barack Obama aveva esortato gli studenti americani: “Non comprate un videogioco, fatevene uno; non scaricate l'ultima App, disegnatela”! Il Coding, darà a noi alunni, una forma mentis che ci permetterà di affrontare problemi complessi quando saremo più grandi. Non è roba da ingegneri, è una materia sempre più necessaria per chi è nato in questo millennio, al pari dell'inglese. E a noi che ci chiamano “nativi digitali” è più semplice fare Coding. In Estonia si insegna già alla scuola Primaria.
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