Italia
La guerra raccontata con le foto
Da domani l’esposizione realizzata da Comune e Istituto Luce
FORTE. Due diverse visioni della Liberazione, in bianco e nero e a colori, due modalità parallele di rappresentazione della guerra e della pace futura si alternano e combinano in un originale racconto per immagini nella mostra “War is over! L’Italia della Liberazione nelle immagini dei U.s. signal corps e dell’Istituto Luce, 1943-1946", ospitata dal domani al 26 febbraio 2017 a Villa Bertelli.
Due modi di pensare la guerra che si scontrano. Un lungo sospiro di sollievo, condiviso da civili e militari italiani con gli eserciti alleati e i partigiani, accompagna la fine della seconda guerra mondiale. È un momento di festa e speranza e, insieme, un momento di paura, contrasti e smarrimento: tra la fine di aprile e l’inizio di maggio del 1945 l’Italia nuova deve ancora compiersi e il Paese, distrutto e affamato, lotta per il riscatto, verso la rinascita.
La mostra è organizzata dall’Istituto Luce di Roma, dal Comune di Forte dei Marmi e dalla Fondazione Villa Bertelli. Curatori Enrico Menduni e Gabriele D’Autilia. La regia dei video è di Roland Sejko.
Attraverso la selezione di circa 140 immagini, anche inedite, e filmati d’epoca - compresi nel periodo tra il luglio del 1943 (lo sbarco degli alleati in Sicilia) e il 1946 - si svolge la narrazione della guerra attraverso i suoi protagonisti, italiani e americani, e il confronto, unico e suggestivo, tra due differenti punti di vista.
Da una parte gli scatti dell’Istituto Luce, l’organo ufficiale di documentazione foto-cinematografica del regime, dove il “bianco e nero” è espressione prima del cupo declino del fascismo e poi della sobrietà di una classe dirigente che cerca di costruire sulle rovine della guerra; tra queste, molte immagini del fondo “Reparto Guerra Riservati” in cui erano conservati i negativi bloccati dalla censura.
Dall’altra, le fotografie dei Signal Corps, l’efficiente servizio di comunicazioni al seguito delle truppe statunitensi, provenienti da un raro repertorio, conservato presso la Nara (National Archives and Records Administration) di Washington e solo in parte conosciuto in Italia.
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