Italia
Il cantante Gheri suona per i detenuti
PIETRASANTA. È’ tutto pronto per uno degli ultimi spettacoli annuali del noto cantante versiliese Gheri. Oggi l’artista si esibirà in una location davvero speciale ed insolita: il carcere di La...
PIETRASANTA. È’ tutto pronto per uno degli ultimi spettacoli annuali del noto cantante versiliese Gheri. Oggi l’artista si esibirà in una location davvero speciale ed insolita: il carcere di La Spezia. «La musica è patrimonio universale. E, come tale, deve essere alla portata di tutti. In carcere si mescolano identità, etnie, religioni, problemi e, ahimè, anche crimini. Proprio per questo è il posto ideale per organizzare un concerto», commenta la responsabile dell’area trattamenti della casa circondariale, Licia Vanni. E della stessa opinione è lo stesso Gabriele Cancogni (in arte “Gheri”): «Il tempo può essere un castigo quando si viene privati della libertà. È una dura prova, soprattutto se ad affrontarla si è soli. E la mia musica non conosce barriere, neanche quelle dove i detenuti sono costretti a vivere. Queste persone hanno diritto a momenti di svago, ed io sono sicuro che sarà un successo poter condividere con loro la mia musica».
Quello dell’artista pietrasantino non è il primo concerto che si tiene nella prigione. Durante l’anno, sono stati, infatti, organizzati incontri sulle note di musica classica ed hip hop. All’interno si è esibito pure il noto pianista spezino, Paolo Restani, molto apprezzato dai detenuti. Il tempo di un concerto è relativamente breve: un’ora e mezza, due ore. Sono poche, ma sono sufficienti per distrarsi dal peso di un fardello che chi vive in cella è costretto a sopportare. Anche solo il ricordo di quel gioioso lasso di tempo può suscitare emozione e distrarre la mente dei detenuti. Questo, Gheri lo sa bene.
Lo sa bene anche la direttrice del carcere, Maria Cristina Bigi, che ha pensato le esibizioni come importanti momenti culturali e di socializzazione. Un passo davvero importante è quello che si è fatto all’interno di questa casa circondariale: per questo la responsabile dell’area trattamenti ci tiene a ringraziare il cantante, che da tempo voleva mettere in pratica l’idea di suonare per i carcerati.
L’iniziativa rappresenta un altro importante tassello nell’incredibile percorso del giovane cantautore. Versiliese di nascita, classe ’81, a soli 18 anni Gabriele ha iniziato a comporre i suoi primi testi e ad avvicinarsi alla chitarra acustica. A Dublino, dopo tanto girovagare, gli viene proposta la sua prima, fortunata, offerta di lavoro. Ad ingaggiarlo è, niente meno che Paul Mooran, insegnante del batterista degli U2, Larry Mullen. Anno nuovo, vita nuova: Gheri approda in Colorado, dove sboccia il suo primo amore per il Southern Rock. Al suo rientro in Italia collabora con Zucchero, Guido Elmi, Fio Zanotti e Saverio Grandi, per arrivare sino a Ligabue. Il suo ultimo cd, “Generazione 0”, sta riscuotendo grande successo.
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