Toscana
Presidenza a Maurizio Verona È scontro aperto con Mallegni
STAZZEMA. «Mallegni ha detto cose frutto di una reazione istintiva», secondo il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, che è anche il neo presidente dell’Unione dei Comuni. Se da una parte, infatti, il...
STAZZEMA. «Mallegni ha detto cose frutto di una reazione istintiva», secondo il sindaco di Stazzema Maurizio Verona, che è anche il neo presidente dell’Unione dei Comuni. Se da una parte, infatti, il sindaco di Pietrasanta ha dichiarato di voler uscire dal’ex Comunità Montata - ma non può farlo per legge - dall’altra vorrebbe far morire sul nascere la convenzione delle polizie municipali. E quest’ultima volontà, frutto dello strappo di Massimo Mallegni con le amministrazioni di centrosinistra, potrebbe però avvenire nei fatti.
Perché Pietrasanta non può uscire dall’Unione dei Comuni. A spiegarlo è lo stesso Ente in una nota stampa: «Non è previsto in alcun modo che un Comune che aderisce non sia rappresentato almeno dal sindaco che ne è legale rappresentante». Mallegni potrà recedere dall’Unione dei Comuni - come prevede la legge - soltanto dopo i 10 anni dalla sua costituzione, che però è avvenuta solo nel 2009. Nel frattempo Pietrasanta dovrà anche adempiere ai propri doveri finanziari: «Il mancato pagamento di quote comporta l’attivazione delle necessarie procedure di recupero crediti».
Dunque la Piccola Atene resta. Meno certa invece è la convenzione sulla polizia municipale che non ha niente a che vedere con l’ex Comunità Montana. «L’esperienza della polizia municipale è un’esperienza interessante – spiega Verona – alla quale anche noi abbiamo aderito. Sottolineo che nel caso, sarebbe Mallegni che si sfila. Ma non qualcuno che lo vuole estromettere. E ciò dispiacerebbe perché questa collaborazione è un valore aggiunto. Capisco il momento di rabbia, ma è sbagliato mettere in gioco un servizio così importante per la sicurezza del territorio, non tanto per Stazzema – dice Verona - che conta due vigili, ma soprattutto per Seravezza e Pietrasanta che attraverso la convenzione riescono a garantire il servizio notturno di vigilanza. Mi auguro che rifletta».
Lo strappo di Mallegni. La causa è relativa alla nuova carica alla presidenza dell’ente montano, secondo Mallegni frutto di giochi politici del Pd. Ma l’Unione ha spiegato perché la poltrona è toccata a Stazzema. «La nomina del presidente non consegue a logiche spartitorie della politica: ai sensi dell’articolo 20 – si legge nel comunicato stampa - «il presidente è eletto dalla Giunta, a rotazione tra i sindaci dei Comuni associati secondo il criterio della popolazione meno numerosa e a partire dal Comune meno popoloso». Ne consegue che, ai sensi dello Statuto, oltre che dell’articolo 34 della legge regionale 68/2011, la carica di presidente sia riconosciuta, in questa fase, per legge al sindaco di Stazzema, che è il Comune meno popoloso».
Alessandro Del Dotto, presidente uscente, intanto avrebbe visto scadere il proprio mandato nel mese di ottobre 2016: proprio per agevolare le procedure di rinnovo della carica, il sindaco di Camaiore aveva deciso di lasciare anticipatamente il ruolo al successore. Il futuro dell’Unione dei Comuni. «Mallegni ha detto cose frutto di una reazione istintiva, ma penso che quando si amministra un Comune non si dovrebbe agire di istinto», commenta Verona: «Chiederò un incontro ufficiale con lui, per capire se ci sono elementi da chiarire e per misurarmi sulle cose dichiarate e sugli obiettivi. Il Comune di Stazzema, come quello di Pietrasanta, hanno già deliberato alcuni obiettivi per l’Unione dei Comuni: se riusciamo a realizzarli ha un senso andare avanti, senno dobbiamo prendere atto, e allora sono d’accordo con Massimo Mallegni».
Tiziano Baldi Galleni
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