Il Tirreno

Versilia

Ha un malore mentre lavora, muore operaio della Salov

di Matteo Tuccini
La Salov in via di Montramito
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La Salov in via di Montramito

L'uomo, di 61 anni si accascia poco prima di finire il turno: inutili i soccorsi di chi gli era accanto e del 118. I colleghi e l’azienda sotto choc si mobilitano per aiutare la famiglia. Lascia sei figli

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VIAREGGIO. Salvatore ha lavorato una vita senza mai lamentarsi. Fisico massiccio, carattere bonario, un cuore grande. Che però faceva un po’ le bizze. Ma Salvatore non si lamentava. Da 28 anni faceva il suo turno alla Salov, reparto confezionamento. Qualche tempo fa era stato costretto ad assentarsi dal suo posto sulla linea per quei problemi di salute che lo avevano condizionato. Poi era tornato. E per lui era stata come una rivincita. «Sembrava essersi ripreso, era contento perché a Natale sarebbe andato a mangiare fuori con la famiglia», raccontano i colleghi sconvolti dal dolore.

Invece la vita di Salvatore Lo Iacono, 61 anni, operaio del quartiere Varignano con moglie e sei figli, si è interrotta martedì sera dopo le 21. È stato colpito da un malore mentre stava lavorando: si è accasciato e non si è più ripreso. Il collega che era al suo fianco gli ha praticato subito un massaggio cardiaco mentre scattava la chiamata al 118. Che è arrivato a tempo di record, dicono dall’azienda. Ma Salvatore, che in un primo momento sembrava essersi riaggrappato alla vita, non ce l’ha fatta. È spirato al pronto soccorso dell’ospedale Versilia, più o meno un’ora dopo essersi sentito male.

La tragedia avviene quasi allo scadere del turno pomeridiano dello stabilimento Salov di via di Montramito, turno che inizia alle 14 e finisce alle 22. Salvatore sta per concludere la sua giornata di lavoro in maniera tranquilla, come sempre. Ha preso un caffè pochi minuti prima, scherzando con un collega. Nulla fa presagire quello che accadrà a breve. Come detto l’uomo sembra essersi ripreso dai problemi di salute che lo tormentavano da tempo. «Alla Salov era entrato nel 1988, l’avevo assunto io - spiega Marcello Francini, direttore degli affari generali dell’azienda dell’olio - Una brava persona, onesta e corretta». Salvatore si era sempre dato da fare e l’azienda aveva in qualche modo ricambiato. Cercando di venirgli incontro nel miglior modo possibile, in caso di necessità. Per un periodo aveva dovuto assentarsi, ma poi era riuscito a riprendersi. E i colleghi erano contenti di riaverlo con loro. La pensione era ancora un miraggio, ma le cose erano tornate alla normalità. Oggi il posto di lavoro, per chi ce l’ha, è una delle poche sicurezze in un mondo di incertezze: se torni a stringerlo tra le tue mani forti da operaio, ti senti ancora parte del mondo. Ti senti utile. «Sembrava che si fosse preso una rivincita - dice Marco Rossi, collega che ha lavorato una vita al suo fianco e che è nella rappresentanza sindacale dell’azienda - Amava il suo lavoro, sapeva che era importante sia per lui stesso che per la famiglia. Che era la sua grande passione, quella che lo spingeva ad andare avanti. Un vero uomo del Sud, in questo senso: uno che si preoccupa di portare il pane a casa». Un pane che serviva, eccome, con sei figli. Anche se alcuni di loro sono già grandi e indipendenti. Tutti simili a lui, e cioè delle brave persone. E lui voleva dare l’esempio, facendo capire che le difficoltà vanno sempre superate.

Poco dopo le 21 di martedì Salvatore è ancora al suo posto sulla linea di confezionamento dei prodotti Salov. Sta per andare a mensa, la fine della giornata è vicina. Poi cade a terra, improvvisamente. Tutti capiscono cosa sta succedendo e non hanno tentennamenti. Gli viene praticato un massaggio cardiaco dal collega che gli è a fianco. Sul posto, in due-tre minuti al massimo, si fionda l’automedica inviata dal 118. In un primo momento sembra che i soccorsi siano riusciti a stabilizzare l’uomo, che viene caricato in ambulanza per essere portato al pronto soccorso dell’ospedale Versilia. Ma Salvatore non ce la fa. Intorno alle 22 ai colleghi che sono ancora in azienda arriva la notizia della sua morte.

Domani alle 15 nella chiesa del De Sortis al Varignano - quartiere dove l’operaio viveva con la famiglia - ci sarà l’ultimo saluto a Salvatore. Per il funerale la Salov interromperà il ciclo produttivo. Nel frattempo i colleghi e l’azienda, per quanto sotto choc, si sono già mobilitati. «Cercheremo di dare un sostegno alla famiglia del nostro collega - spiegano - è la cosa che gli era più cara, ed è questo il modo giusto per onorarlo».

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