Il Tirreno

Versilia

Il libro sospeso piace ai clienti dei ristoranti

di Simone Pierotti
Il libro sospeso piace ai clienti dei ristoranti

Grande partecipazione per l’iniziativa dei locali in città

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VIAREGGIO. Un’iniziativa nobile, ben riuscita, sicuramente da ripetere. Magari per trovare una soluzione anche ad altri mali che affliggono la città. Arrivano consensi unanimi dalla clientela dei ristoranti che hanno aderito alla campagna lanciata da Il Tirreno in favore della biblioteca comunale di Viareggio: nelle giornate di mercoledì 7 e giovedì 8 dicembre il prezzo del coperto - o una cifra analoga, per quelli che solitamente non lo applicano - è stato raccolto per essere poi devoluto all’acquisto di nuovi volumi da mettere a disposizione della struttura. Un piccolo gesto che, a quanto pare, ha riscosso pareri più che favorevoli. Tra i viareggini, principalmente, ma anche tra i forestieri.

«Abbiamo tantissimi fiorentini e pratesi tra i nostri clienti», fanno sapere dal ristorante Acquasalata in via Fratti a Viareggio. «Non erano a conoscenza delle difficoltà della biblioteca e più in generale del Comune. E così sono rimasti piacevolmente colpiti dall’iniziativa, facendo i complimenti a tutti i ristoratori che hanno contribuito». All’osteria La Ghenga, sempre nel cuore di Viareggio, qualcuno era invece ben informato: «Anzi, sono venuti apposta», racconta il proprietario Daniele Simonini.

«Altri lo hanno scoperto solo sul momento, ma non c'è stato bisogno di troppe spiegazioni: i segnalibri che abbiamo fatto trovare sui tavoli erano dettagliati. Se li sono letti e hanno espresso un giudizio più che positivo».

La notizia che la biblioteca comunale è a corto di fondi per l’acquisto di nuovi libri ha colpito soprattutto i clienti venuti a Viareggio per il ponte dell’Immacolata, soprattutto da Milano e Parma: «Quel “Come mai non comprano libri da tre anni?” è stata la domanda più frequente, senza dubbio», dicono da Giorgio, altro ristorante del centro città.

«Senza scendere troppo nei dettagli, abbiamo parlato del dissesto del Comune. E sì, hanno apprezzato l'iniziativa».

Scene più o meno simili anche da Miro in via Coppino («Tutti, viareggini e non, erano d'accordo: si è trattato di un bel gesto») e alla Conchiglia a Lido di Camaiore «i forestieri non hanno fatto troppe domande, però si sono letti i segnalibri che facevamo trovare all'interno dei menù», spiega il gestore Alessandro Santini.

«Mi ha colpito quando li hanno riportati alla cassa al momento di pagare il conto: erano tutti integri, nessuno era stato stropicciato. Io sarei per ripeterla, anche per problemi ancora più grandi».

A proposito: pare che i segnalibri siano proprio piaciuti. «Li abbiamo fatti trovare sui tavoli e poi li abbiamo portati insieme al conto, come se fossero il ricordo di una serata particolare», dice Roberto Franceschini del ristorante Romano. «Tutti se ne sono andati contenti di aver dato un piccolo contributo per Viareggio». All’Amaro, addirittura, sono andati a ruba: «Me ne sono rimasti appena due, che oltretutto avevo messo da parte», racconta il responsabile Alberto Belluomini. «Qualcuno, poi, ci ha chiesto se poteva portare dei libri. Insomma, è stato un successo. Al punto che, a mio parere, meriterebbe di essere riproposta per sistemare quello che a Viareggio non funziona: io sono disponibile a dare una mano. E credo che lo siano anche altri miei colleghi».

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