La protesta
Lite legale tra griffe, vince Gucci
Il tribunale di Firenze condanna a pagare la società di cui è amministratore Mauro Volponi
FORTE DEI MARMI. Condannata a pagare quarantamila euro a titolo di responsabilità per concorrenza sleale. Questa la sentenza che chiude - almeno in primo grado - la causa civile promossa dalla società Guccio Gucci nei confronti della Sibille srl, società fiorentina di cui è amministratore unico Mauro Volponi, uno dei nomi più importanti del commercio di Forte dei Marmi. La Sibille, secondo i giudici del tribunale di Firenze, avrebbe messo in vendita alcuni prodotti che sarebbero frutto della contraffazione di marchi Gucci. Di conseguenza l’azienda amministrata da Volponi non potrà più produrre, pubblicizzare e vendere prodotti recanti i marchi e gli elementi che si possono confondere con quelli di Gucci. Pena ulteriori sanzioni di 500 euro per ogni violazione che dovesse essere accertata.
La sentenza, che risale al 19 luglio scorso ma che è stata pubblicata nei giorni scorsi, segna l’ultimo capitolo dello scontro legale che vede contrapposti, per questioni relative all’originalità dei capi messi in vendita nelle boutique del Forte, Gucci e Mauro Volponi. Una lite che era già finita sui giornali, quando - nell'autunno del 2011 - Gucci dichiarò guerra al re delle calzature deluxe, innescando un procedimento che portò al sequestro di alcuni modelli di mocassini che riportavano dettagli simbolo della celebre maison.
E non è solo con Gucci che lo stilista e commerciante ha avuto dei problemi. La scorsa primavera è stata Prada, ritenendo che un modello venduto da Volponi fosse troppo simile a quello registrato dalla società nel 2015, a chiedere e ottenere il sequestro di sei borse.
Nell’occasione Volponi, rivendicando la paternità del modello sequestrato, si sfogò dicendo di «essere sempre nel mirino perché lavoro bene e proprio per questo do fastidio». Stavolta, invece, contattato dal Tirreno, non ha voluto rilasciare commenti sulla sentenza che ha dato torto alla società di cui è amministratore unico.
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