Gioco
L’impianto dei rifiuti alla Migliarina deve fare i conti con un fosso
VIAREGGIO. Progetto "Bio2Energy" al via grazie alla firma della convenzione tra la Regione Toscana e Sea Risorse, capofila del gruppo di ricerca costituito da Publiambiente, Calvalzani Inox Spa,...
VIAREGGIO. Progetto "Bio2Energy" al via grazie alla firma della convenzione tra la Regione Toscana e Sea Risorse, capofila del gruppo di ricerca costituito da Publiambiente, Calvalzani Inox Spa, Iccom-Cnr, Dief- università di Firenze e Pin Scrl.
Il progetto. Si tratta del progetto che vede una fase sperimentale finanziata dalla Regione per 1,5 milioni su un totale di tre milioni. Parte centrale dell'operazione è la costruzione - in via degli Aceri alla Migliarina - di un impianto di codigestione che tratta i fanghi del depuratore e 15.000 tonnellate annue di rifiuti organici. Scopo del progetto, quello di «aumentare la produzione di energia rinnovabile in Toscana, in particolare attraverso la produzione di biocombustibili da rifiuti organici». Alla fine del processo, «l'opportunità di produrre fertilizzanti rinnovabili in quanto il digestato ottenuto dal processo di produzione di biocombustibili è una fonte di carbonio, azoto e altri nutrienti, potenzialmente utilizzabili in sostituzione di fertilizzati chimici convenzionali».
L’ok della Regione. Il progetto - che richiederà due anni di lavoro - troverà realizzazione nell'area del depuratore di Gaia, in via degli Aceri, su un terreno che Sea Risorse non ha ancora acquistato dalla Viareggio Patrimonio fallita che l'area dovrà mettere all'asta. Intanto, però, la Regione ha dato parere favorevole alla Valutazione di impatto ambientale dell'impianto e delle sue lavorazioni. Un via libera condizionato a numerose prescrizioni che arrivano dagli Enti interpellati.
Costruire sul fosso. Tra le più significative, quella del Consorzio 1 Toscana Nord, il quale ha evidenziato come «all'interno della proprietà dove verrà adeguato l'impianto scorra un tratto intubato del canale Divisorio Cenami, inserito nel reticolo classificato di bonifica in gestione a questo Consorzio, e soggetto ai vincoli di cui al Regio decreto 368/1904 e al Regolamento consortile per la vigilanza-conservazione e polizia-sulle opere di bonifica e loro pertinenze in vigore». Una volta avuto tra le mani il progetto di Sea Risorse, azienda pubblico/privata (Comune-Gruppo Del Pistoia), il Consorzio ha rilevato che «parte del progetto presenta delle interferenze con l'opera di bonifica fosso Divisorio Cenami, ricadente nel bacino di bonifica "Ponente". Più precisamente si evince una serie di nuove opere che ricadono nelle immediate vicinanze del fosso o che interferiscono con lo stesso corso d'acqua». L'elenco è presto fatto: realizzazione di un capannone per il trattamento della frazione organica; di una struttura denominata scrubber umido (aspiratore arie esauste); di una struttura denominata biofiltro; scarico di acque meteoriche nel fosso consortile, provenienti dalla copertura del capannone per il trattamento della frazione organica; realizzazione di attraversamenti superiori o sub-alveo del fosso consortile.
Il Consorzio ricorda che «ai sensi del Regio decreto e del "Regolamento per la vigilanza-conservazione e polizia-sulle opere di bonifica e loro pertinenze" è vietata in modo assoluto - rispetto ai canali consortili ed alle altre opere di bonifica o pertinenti la bonifica - la realizzazione di qualunque tipo di fabbrica (nel caso fabbricati sia fissi che mobili) a distanza minore di 5 metri rispetto ai cigli del fosso consortile».
Le prescrizioni. Dato questo quadro, il parere favorevole del Consorzio alla realizzazione del codigestore è subordinato alle seguenti prescrizioni: «Le nuove opere dovranno essere posizionate ad una distanza minima di 5 metri lineari rispetto ai cigli del fosso Divisorio Cenami». Prima dell'inizio dei lavori «Sea Risorse dovrà far pervenire al Consorzio la richiesta formale di nullaosta al fine di verificare nel dettaglio la conformità del progetto alle norme di polizia di bonifica». Per la realizzazione dei lavori «Sea Risorse deve ottenere formale concessione dal Consorzio, con apposito disciplinare contenente le condizioni tecniche/amministrative che dovranno rispettare tali interferenze. Prima dell'inizio dei lavori la società dovrà far pervenire la richiesta formale di concessione precaria per tali interferenze». (d.f.)
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