Bocche cucite tra le fila del Pd
Esulta il centrodestra: presto governeremo anche qui
VIAREGGIO. Il silenzio del Partito democratico versiliese è il primo dato nella notte del No. Giuseppe Dati, segretario della Federazione del Pd declina l’invito al commento. È atteso in tv l’intervento del presidente del consiglio, Matteo Renzi, e fino a che le sue parole non saranno metabolizzate le bocche rimangono cucite.
Subito dopo il saluto di Renzi, Alessandro Del Dotto, sindaco di Camaiore ed il politico versiliese più vicino a Renzi ed al suo staff, mette in chiaro: «Una lettura locale non è assolutamente pertinente», invitando a guardare tutti i numeri, non solo le percentuali: «Matteo Renzi ha preso cinque milioni di voti da solo. Dall’altro lato dell’urna il risultato vittorioso se lo devono dividere in cinque. Su questo inviterei davvero a riflettere tutti».
Diversa la “traduzione” in chiave versiliese che del risultato del referendum fa, invece, Elisa Montemagni, consigliera regionale della Lega Nord: «Ora possiamo prenderci la Versilia».
Ragione in chiave nazionale, invece, Massimo Mallegni, vice coordinatore vicario di Forza Italia e sindaco di Pietrasanta: «Gli italiani si sono ribellati. La riforma non è passata. Il risultato parla chiaro. L'impegno deve essere ora quello di riformare il Paese, possibilmente tutti insieme, nell'interesse esclusivo della comunità».
Chiave locale, guardando alle prossime elezioni politiche, quelle di Massimiliano Baldini, la figura intorno alla quale si stringe oggi il centrodestra viareggino: «È un grande risultato di valenza evidentemente politica che ha visto prevalere il No non solo a Viareggio ma in tutta la Versilia e la provincia di Lucca. Una provincia forte che, malgrado il dato positivo per il Sì in Toscana, si conferma territorio di grande consenso per il centrodestra».
Dalla pagina Facebook del Comitato viareggino per il No, presieduto da Franco Frati, il messaggio fissato nel momento in cui la vittoria è stata chiara: «Grazie a tutti! Viva la Costituzione italiana, viva la democrazia».
Donatella Francesconi
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