Il Tirreno

Versilia

Anche la Versilia boccia la riforma Renzi

In tutti i comuni, dove l’affluenza alle urne è stata molto alta, i sostenitori del no hanno vinto nettamente la sfida

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VIAREGGIO. Anche la Versilia - col 55,7% - boccia Matteo Renzi. Tutta, da Viareggio a Stazzema. Sia nei comuni dove il partito guidato dal presidente del consiglio è più radicato e governa da tempo, sia dove così non è. Il no ha vinto nei sette comuni versiliesi in misura più o meno netta ma in maniera assolutamente omogenea al dato nazionale. Con un’evidenza tale da cancellare le molte differenze politiche ed elettorali che segnano il quadro politico locale. E così dalla Viareggio divisa su Giorgio Del Ghingaro alla Pietrasanta guidata dal leader di Forza Italia Massimo Mallegni, dalla Camaiore governata dal renziano di ferro Alessandro Del Dotto alla rossa Seravezza, da Massarosa a Forte dei Marmi e Stazzema non si registra alcuna sostanziale distinzione: i contrari alla riforma costituzionale sono stati dappertutto netta maggioranza.

A rendere ancora più limpido questo risultato qui come nel resto del paese c’è l’alto numero di votanti. A parte Stazzema, dove pure l’affluenza alle urne è stata appena inferiore al 64%, la partecipazione si è attestata attorno al settanta per cento, un po’ più (Forte dei Marmi al 72,09%, Massarosa al 71,04% e Pietrasanta al 70,20%) un po’ meno (Camaiore al 69,93%, Seravezza al 69,85% e Viareggio al 69,04%).

Quali conseguenze potrà comportare l’esito del referendum sullo scenario politico locale? A logica, nulla. Almeno nell’immediato. Bisognerà comunque vedere cosa succederà al vertice del Pd nazionale (ieri notte si davano come possibili le dimissioni di Renzi anche dalla segreteria) e da lì a cascata su tutto il partito. Nei due comuni che tra pochi mesi saranno chiamati a rinnovare il sindaco - Forte dei Marmi e Camaiore - questa batosta potrebbe lasciare un segno, soprattutto se nel Pd, con Renzi indebolito, dovesse riaprirsi una fase di riassetto interno in cui alla fine lo schema “renziano uguale più forte” non funzionerebbe più.

Luciano Menconi

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