Il Tirreno

Versilia

Autista messo ko con un pugno

di Samuele Bartolini
L'autista aggredito
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L'autista aggredito

La lite per una precedenza tra un bus e una macchina finisce con il conducente della Ctt all’ospedale

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VIAREGGIO. Prima gli spintoni, poi il cazzotto in faccia e gli occhiali rotti. Ma soprattutto il naso che diventa subito rosso fuoco e il sangue che cola giù dalla ferita a “L capovolta”. Non è il flash violento di un film d’azione all’americana, il pugno in faccia non arriva all’improvviso come in una scena alla Pulp Fiction. È l’ennesima aggressione subìta da un autista della Ctt Nord mentre è in servizio al volante. È un’altra violenza gratuita mentre l’autobus torna dalla montagna di Pedona verso la base di Viareggio.

A vedersela molto brutta questa volta è stato l’autista viareggino di quarantadue anni Maurizio D’Anna. Ma non è che ci si riprende subito da un cazzotto in faccia con una ferita aperta sul naso. «L'aggressore non voleva sentire ragioni. Voleva fare il prepotente e l’ho visto subito che era alterato», racconta D’Anna al Tirreno all’indomani del brutto episodio di cui è stato vittima.

La dinamica e il pugno in faccia. Il “fattaccio” è accaduto mercoledì pomeriggio verso le 4 e mezza all’altezza di via delle Sezioni in località Botrici, un tratto di strada che attraversa il territorio comunale di Massarosa. Maledetta quella curva ad imbuto dove le macchine sono parcheggiate di qua e di là. «È un tratto noto per noi autisti, lì di fatto c’é il senso unico alternato della strada anche se non ci sono cartelli segnaletici. Stavo per avanzare quando mi sono trovato davanti la Renault Megane del mio aggressore». Comincia una sorta di stop&go. Nessuna della vetture indietreggia. La Megane e l’autobus della Ctt Nord sembrano fare a gara a chi si fa più avanti. «Fino a quando ci siamo trovati quasi incastrati in mezzo alla strada». Dietro e davanti ai due contendenti una lunga coda di automobilisti arrabbiati. L’incastro tra l’autobus di linea e la macchina crea un bell’ingorgo e la rabbia sale a mille. Suonano i clacson, volano al cielo offese di ogni genere. Un inferno. «Allora ho fatto un gesto di rassegnazione, l’automobilista è sceso dalla macchina ed è entrato nell’autobus. Al che mi sono alzato dal posto di guida e ci siamo dati alcuni spintoni, poi lui se n’è andato». Lo scontro sembra finito lì. L’automobilista torna alla Renault, ma poi tutto degenera. Racconta l’autista: «Sì, era creata una situazione particolarmente grave e io ho dovuto chiamare la stazione centrale di Ctt Nord per segnalare quello che era accaduto. Non l’avessi mai fatto. Evidentemente il tipo della Megane mi deve aver visto, è sceso nuovamente dalla macchina ed è venuto sotto il finestrino dell’autobus che era aperto. Ancora improperi. Ancora offese pesanti sia da parte sua che da parte mia. Finché mi sono ritrovato con il pugno in faccia».

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L’aggressore in fuga e via allo ospedale. Sono strascorsi alcuni momenti di sbandamento. La memoria ha cancellato quegli attimi. «Dopo il pugno sono passati alcuni secondi, ma non mi ricordo più cosa è successo», dice D’Anna. È quel vuoto, quegli attimi che lasciano l’autista di Ctt Nord intontito a sedere nella sua postazione di guida. Attimi che danno il tempo al giovane aggressore di filare via. Sale di corsa sulla Renault Megane verde metallizzata, fa retromarcia e scappa. Chissà: forse è rimasto spaventato dal sangue pure lui, forse quel pugno non l’avrebbe mai dato in vita sua. Sarà poi soltanto il senso del dovere a far parcheggiare l’autobus a Maurizio D’Anna nello slargo che si apre sulla destra. Tutto si scioglie quando Maurizio si riprende, parte la telefonata al 118, arriva la Misericordia di Massarosa e via all’ospedale della Versilia. Niente di grave per fortuna. L’autista di Ctt Nord se la cava con un medicamento e tre giorni di malattia da rimanere a casa, anche se sono rimasti in forse fino all’ultimo due punti di sutura. Certo, poteva andare peggio. Poteva spuntare fuori un coltellino o un chiodo nelle mani dell’aggressore e sarebbe potuto succedere l’irreparabile. È andata bene stavolta.

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