Gioco
Marcello Lippi: «Il mio libro per la Biblioteca di Viareggio»
L’ex ct azzurro dona un volume sulla Bussola dei tempi d’oro.«Da ragazzo mi ci imbucavo perché lì lavorava mio cugino»
È di gran lunga il viareggino più conosciuto nel mondo. E adesso che la sua popolarità ha varcato i confini i confini della Cina - dapprima come allenatore del Guangzhou Evergrande e adesso come commissario tecnico della nazionale - lo si può ritenere un personaggio davvero planetario. Ovunque vada, però, un pezzo importante del suo cuore resta a Viareggio. Anche quando si tratta di sostenere iniziative a favore della sua città. E allora anche Marcello Lippi, l'uomo che nel 2006 ha colorato di azzurro il cielo di Berlino regalando all'Italia il suo quarto titolo mondiale, ha voluto essere al fianco della campagna del Tirreno per aiutare la Biblioteca comunale di Palazzo delle Muse. E - come hanno fatto in questi giorni decine e decine di viareggini - ha varcato la porta della libreria Mondadori in Passeggiata per scegliere il suo "libro sospeso" da donare alla città.
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«Da giovane non sono mai stato un grande frequentatore della Biblioteca comunale perché il calcio mi ha sempre assorbito la gran parte del mio tempo - racconta Lippi mentre passeggia fra gli scaffali della libreria in cerca del libro giusto da donare - ma non c'è dubbio che la Biblioteca è e deve restare un punto di riferimento fondamentale per una comunità. E, ancor più, per i giovani che di quella comunità fanno parte. Per questo, quando ho letto che negli ultimi quattro anni la Biblioteca pubblica non ha più potuto acquistare un solo libro per gli ormai noti problemi legati al dissesto del Comune, ho pensato che ci fosse bisogno del sostegno di tutti per portare avanti una battaglia in cui è simbolicamente in ballo il futuro dei nostri figli e dei nostri nipoti».
E anche la scelta del volume che Lippi decide di donare alla Biblioteca non è affatto casuale: Quando la Versilia aveva la Bussola di Adolfo Lippi racconta infatti i fasti di una Versilia che, vista con gli occhi di oggi, sembra più lontana che mai. «Eppure Viareggio è una città dalle grandi potenzialità e fatta di persone che hanno un forte senso di appartenenza. Quando mi capita di imbattermi all'estero in un viareggino, si crea subito una alchimia particolare che non è facile da descrivere ma che è profonda è vera».
Il libro sulla Bussola di Adolfo Lippi («Conosco Adolfo, portiamo lo stesso cognome, ma non siamo parenti: non vorrei pensaste ad una pubblicità in famiglia», scherza) spalanca anche la porta dei ricordi all'ex ct azzurro: «Quando ero poco più che un ragazzino - ricorda - varcare quell'ingresso significava entrare in un mondo quasi magico. Merito di un grande viareggino dell'epoca come Sergio Bernardini, una persona di cui ci sarebbe un grande bisogno anche oggi. E io all'epoca ero una specie di privilegiato perché riuscivo a imbucarmi spesso nel locale visto che ci lavorava Roberto Bonetti, mio cugino".
Lippi regala anche un piccolo aneddoto legato alla Bussola e a quegli anni meravigliosi e spensierati. «Una volta, con la sfacciataggine di chi è giovane, oltre ad entrare senza pagare, mi misi a sedere ad un tavolo del locale e mi feci portare da bere. Allora mio cugino mi prese da parte e mi disse: "Va bene entrare gratis, ma anche il tavolo e lo champagne è davvero troppo..." e se ne andò indispettitto. Per me fu una piccola lezione di vita che ancora ricordo...»
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