Il Tirreno

Versilia

La strage di Viareggio

Individuati gli hacker che inneggiavano alla strage di Viareggio

La cisterna di gpl rovesciata sui binari di Viareggio
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La cisterna di gpl rovesciata sui binari di Viareggio

La polizia postale ha lavorato a lungo e alla fine è riuscita a scoprire i sei che avevano violato una pagina Facebook per pubblicare frasi ingiuriose

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VIAREGGIO. La polizia postale ha lavorato a lungo ma non si è data per vinta. E dopo un anno di ricerche è riuscita a individuare e denunciare per violazione di sistema informatico e sostituzione di persona sei hacker che nel settembre dello scorso anno violarono la sicurezza di un sito web inondandolo di frasi offensive sulla strage ferroviaria del 29 giugno 2009 a Viareggio.

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Un episodio che, ovviamente, non passò inosservato e provocò lo sdegno e la rabbia dei familiari delle vittime e dell’intera città. In pratica, impossessandosi del profilo di alcuni utenti della pagina Facebook “Sei di Viareggio se...” i sei hacker oggi individuati dalla polizia postale, inondarono il sito di insulti, offese, frasi come “Cento di questi giorni” e ancora “Il dolce odore delle fiamme” o peggio “Sei di Viareggio se... 33, per te non sono gli anni di Cristo. Ciuf ciuf”.

A dare la notizia dell’individuazione dei responsabili dell’attacco hacker il telegiornale regionale della Rai Liguria, nel pomeriggio di venerdì 2, poiché uno degli indagati è appunto un giovane di Genova. Con lui sono finite nell’inchiesta altre cinque persone originarie della Campania, del Piemonte e della Lombardia.

Tutti gli indagati hanno tra i 20 e i 40 anni di età e per ciò che hanno fatto rischiano ora una condanna fino a tre anni di carcere, in particolare per aver rubato le credenziali di accesso alla pagina Facebook di altre persone ed averne fatto un uso improprio. Con l’aggravante che, ad essere presi di mira, sono stati i familiari delle vittime della strage e l’intera città di Viareggio che ormai da più di sette anni attende giustizia per la morte di 32 vittime innocenti travolte nelle proprie case, tra via Ponchielli e via Porta Pietrasanta, dalle fiamme provocate dall’esplosione di una cisterna di gpl. Una delle 14 trasportate sulla linea ferroviaria, a pochi metri dalle abitazioni, dal treno merci deragliato. Quattro in tutto le cisterne rovesciate. In una uno squarcio di 40 centimetri. L’esplosione, i morti, i feriti e un’inchiesta con 38 indagati. A processo sono finite 32 persone e 9 società. E dopo 5 anni di udienze si attende, nelle prossime settimane, la sentenza di primo grado.

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di Redazione web