Il Tirreno

Versilia

A 23 anni si mette a fare il calzolaio: «Adesso sono felice e gli affari volano» - Video

di Cesare Bonifazi
Leonardo Lari
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Leonardo Lari

Viareggio: ecco la storia Leonardo Lari, che da un anno ha aperto una bottega di riparazione scarpe e crea i propri modelli su misura

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CAMAIORE. In fondo a via di Mezzo a Camaiore, proprio dalla parte opposta della Conad, c’è un piccolo laboratorio artigianale che ha un retrogusto antico. Da quando ha aperto, poco più di un anno e mezzo, chi entra può respirare l’aria di una volta: pelle conciata, odore di lucido da scarpe e scaffali pieni di gomitoli di filo.

LA SCELTA DI APRIRE UNA BOTTEGA

Leonardo Lari ha 23 anni e ha deciso di abbandonare ciò per cui aveva studiato (era un geometra) e ha avuto l’idea, con il supporto della famiglia, di aprire una bottega di calzolaio in centro, là dove sorgeva quella storica del paese. Leonardo, fisico da ex calciatore e occhi azzurri, accoglie tutti i suoi clienti con un sorriso contagioso. In pochi minuti arriva molta gente nel suo negozio: chi deve riparare il tacchetto, chi vuole uno stivaletto scamosciato con il rivestimento in pelo, chi deve cambiare la cerniera alla borsa. E i suoi scaffali sono pieni di buste con le scarpe pronte per i suoi clienti.

Nel piccolo negozio ci sono alcuni dei modelli creati da lui e realizzati con i suoi genitori, alcuni vecchi macchinari che utilizza per fare le riparazioni e sul tavolo una macchina per cucire che campeggia proprio al centro con il filo ancora nell’ago. Tutto perfettamente sistemato e pulito. «Gli affari vanno bene - ammette Lorenzo - le persone hanno ancora bisogno di andare dal calzolaio dietro casa per chiedere di riparare una suola o un tacchetto o una cerniera. Sono cose che non passano di moda. E in un certo senso è rassicurante per tutto il quartiere perché sembra che il tempo non sia mai passato».

  • VIDEO La scommessa di Lorenzo

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Ma Lorenzo non si è inventato dal nulla: quella delle scarpe è una lunga tradizione di famiglia: «Mio nonno, che inizialmente faceva il camionista, rilevò nel 1950 un calzaturificio, il “Burlamacco” - racconta - lo ha portato avanti per anni fino a che, nel 2014, non siamo entrati io, mio zio e i miei genitori a gestirlo. Sono cresciuto in questo mondo: al primo piano della nostra casa c’era il laboratorio e al piano superiore vivevamo noi. Per me le scarpe sono sempre state parte della quotidianità. Ma la crisi ha colpito l’azienda e, da undici-dodici dipendenti che avevamo, oggi ci lavoriamo principalmente noi di famiglia e ci appoggiamo a degli artigiani saltuari soltanto pochi mesi all’anno, quando il lavoro cresce. Ma volevo osare di più e, quando questo fondo si è liberato, ho deciso di comune accordo con la mia famiglia di aprire la bottega dove continuiamo a fare le scarpe su misura: posso dare sfogo alla mia creatività».

ADDIO ALLA PROFESSIONE DI GEOMETRA

Lorenzo aveva tentato di fare strada per conto suo: si era iscritto alla scuola per geometri e ha terminato il corso di studi ma ha sentito dentro di sé che quella professione non faceva per lui. Ha deciso di seguire le orme della famiglia facendo cose diverse: ha voluto prendere l’esperienza accumulata e portarla fuori dal calzaturificio. E ha rilevato la vecchia bottega del calzolaio del paese, Arturo. Oggi, oltre al comune (ma non troppo) lavoro di calzolaio, Lorenzo è infatti la mente che si cela dietro al creazione dei modelli che crea su misura per i suoi clienti. Modelli unici che hanno bisogno di molte fasi di lavorazione: «Partiamo ovviamente dalla pianta del piede - racconta - a parità di numero non tutti i piedi calzano nello stesso modo: un 40 può avere tre variabili principali e la scarpa deve essere un guanto».

Quando si entra nel negozio per farsi fare le scarpe su misura, prima di tutto si sceglie il modello. Poi Lorenzo prende le misure del piede e elabora tutti gli accorgimenti per renderla comoda e aderente. Viene creato a quel punto un modello “grezzo”: rispecchierà il prodotto finale ma è fatto di un pellame non definitivo. Questo serve per fare le prove ed evitare gli sprechi. Quanto poi sono state fatte tutte le modifiche del caso, il modello va in produzione. Non prima di aver scelto il tipo di pelle da usare: vitello, capretto, cervo e le vernici varie. Ultima fase: la cucitura a mano oppure fatta con la macchina. Il costo di un paio di scarpe da Lorenzo? Poco più di 100 euro.

LA MAMMA AL SUO FIANCO

La specializzazione di Leonardo è il taglio della pelle con la macchina oppure a mano con un modello di cartoncino e un bisturi. Non lavora completamente da solo: la mamma è sempre al suo fianco: «La gestione del calzaturificio, come della bottega - racconta - è in piena democrazia: ognuno ha voce in capitolo su tutto e continuiamo a lavorare anche nel vecchio laboratorio».

Nel futuro Lorenzo ha deciso di continuare a studiare l’arte di fare le scarpe (corsi professionali e da modellista) perché, a suo dire, «deve imparare ancora molto» e poi c’è l’idea di un secondo negozio: «Ma quella è una cosa che riguarda un futuro lontano - dice - niente di sicuro. È un sogno che vorrei realizzare ma mi rendo conto che sia ancora molto prematuro».

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