Il Tirreno

Versilia

Seravezza sceglie le aree dove si potrà costruire ancora

di Tiziano Baldi Galleni
Seravezza sceglie le aree dove si potrà costruire ancora

Avviate le procedure per adeguare le norme urbanistiche al piano di indirizzo regionale, che riduce gli spazi edificabili

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SERAVEZZA. Le zone del comune in cui si potrà edificare nuove abitazioni residenziali saranno ridotte, da Azzano e Minazzana – ad esempio - fino a Querceta, Seravezza, Pozzi e Ripa. A dare un taglio alla cementificazione, a Seravezza come in altri comuni della Toscana, è il Piano di indirizzo territoriale adottato dalla giunta di Enrico Rossi lo scorso anno. Si tratta della famosa legge che tanto fece discutere in materia di norme paesaggistiche e cave di marmo nel Parco delle Apuane. L’amministrazione di Seravezza, come prevede la legge, ha avviato le procedure per arrivare all’adeguamento delle normative comunali con quelle del Pit. Grossomodo sarà un semplice aggiornamento del piano strutturale di Seravezza. Roba da tecnici, che non porterà consistenti stravolgimenti urbanistici. Tuttavia una novità di rilievo c’è: la legge regionale impone l’individuazione del “perimetro del territorio urbanizzato”. Parliamo di aree ben precise che saranno definite sulla carta comunale, e solo e soltanto lì ci sarà la possibilità di edificare nuove residenze; al di fuori del perimetro del territorio urbanizzato sarà consentito realizzare solo altri tipi di interventi urbanistici.

Un’altra novità, che riguarda tutti i comuni che hanno aree di cava, sarà il recepimento dalle norme del Pit relative all’escavazione: dovranno essere individuati dall’ente i bacini di coltivazione di marmo e pietra, sul territorio. Ma quest’ultima procedura seguirà un iter a parte, con la stesura dei Piani di bacino. Dunque chi è che si occuperà di scegliere le zone dove non si potrà più costruire abitazioni oltre che degli altri adeguamenti normativi del piano strutturale? Sarà un tecnico scelto dal Comune, che insieme all’amministrazione e al settore urbanistica dovrà anche confrontarsi con il territorio. A spiegarlo è l'assessore competente, Valentina Salvatori.

«In risposta all’avviso pubblicato sul sito e inviato agli ordini degli architetti - commenta l’assessore - sono pervenute diciannove manifestazioni da parte di professionisti, singoli o associati, provenienti da diverse regioni italiane». Di questi, una commissione interna per l’esame dei curricula (formata da tre tecnici comunali: l’architetto Tenerini e gli ingegneri Orsini e Bonuccelli, e da un segretario, l’ingegner Benvenuto) procederà alla selezione dei cinque candidati, e successivamente alla scelta del professionista o del gruppo di professionisti da incaricare ufficialmente. «Avrà inizio da quel momento - continua Salvatori - il vero e proprio percorso di adeguamento dello strumento della pianificazione territoriale comunale. L’aggiornamento terrà conto non solo dei nuovi obblighi di legge intervenuti, con una più elevata attenzione alle questioni di sostenibilità ambientale e consumo del suolo agricolo ma anche della necessità di riqualificare gli spazi urbani degradati, di riconvertire le aree dismesse, d’implementare i servizi e l’offerta turistico-culturale e di rilanciare il lavoro e le attività produttive. Per far ciò è necessario individuare tecnici preparati e competenti, ma anche e soprattutto dare corpo a un processo partecipativo di coinvolgimento della cittadinanza in grado di stabilire collettivamente gli elementi di valore non negoziabili rappresentativi dell’identità locale, gli elementi critici che hanno un impatto negativo sul paesaggio e la visione strategica del futuro del territorio di Seravezza».

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